Vis Pesaro, Stellone: "Arezzo la squadra più forte: ha qualcosa in più"
Lunga pausa per la Vis Pesaro (in considerazione dell'esclusione del Rimini, la squadra marchigiana ha rispettato un turno di riposo), ma questa sera si torna in campo in casa contro la capolista Arezzo. "Come è stata elaborata la sconfitta con il Pineto? L’abbiamo analizzata come facciamo con tutte le partite, positive o negative che siano - ha esordito in conferenza stampa mister Roberto Stellone. - Le partite vanno riviste per migliorarsi o per non ripetere gli stessi errori. Riguardandola, abbiamo visto un primo tempo in cui in tre-quattro situazioni abbiamo perso i duelli individuali, e da lì sono nate le loro occasioni, compreso il secondo gol e un’altra situazione in cui Pozzi è stato bravissimo. Il primo gol subito è un errore di concetto: la difesa deve aspettare il rinvio del portiere prima di salire, invece c’è stato quel mezzo scivolone di Pozzi su Vigliotti, dovevamo stargli più vicini ma eravamo già andati via. È stato un errore. Per il resto, un primo tempo spezzettato, non abbiamo mai tirato in porta: negativo da parte di tutti. Nel secondo tempo ho visto una grande reazione, una squadra che ha provato a rimontare il doppio svantaggio. Nei primi 10 minuti potevamo fare due gol se fossimo stati più precisi e spietati. Abbiamo creato occasioni senza subire granché, a parte un contropiede inevitabile quando giochi 50 minuti nella loro metà campo. Ci sono state occasioni, i due tiri di Di Paola, quella di Giovannini: con un po’ di fortuna potevamo riaprire sul 2-1 e parlare di grande reazione, grande condizione atletica, mosse azzeccate… Invece no, non abbiamo rigirato niente. Semplicemente, nel secondo tempo abbiamo vinto i duelli in fase difensiva, siamo rimasti alti e abbiamo giocato sempre nella loro metà campo. Ci sono venute belle giocate, ma in Serie C capita raramente di dominare per 90 minuti: di solito ci sono sprazzi, come contro il Pineto o in altre partite (San Benedetto primo tempo negativo, Perugia secondo tempo buono). Contro il Guidonia abbiamo vinto i duelli nel secondo tempo e segnato, cosa che col Pineto non è riuscita. Non è una sconfitta che ci fa pensare di aver sbagliato atteggiamento, modulo o interpreti. Ci sta, ma nel secondo tempo meritavamo qualcosa in più. C’è stato un rigore clamoroso, anzi due nella stessa azione al primo tempo, non fischiati: uno su Primasso e un fallo di mano su Nicastro in mezza rovesciata. Dal campo non l’avevo visto, ma rivedendolo è evidente. Non capisco perché non sia stato assegnato: magari con quel rigore andavamo sul 2-1 al primo tempo e cambiava tutto. Gli arbitri a volte sbagliano, noi accettiamo".
Quindi il tecnico spiega com’è stata gestita la settimana senza la partita: "Abbiamo lavorato poco all’inizio per via della neve al V-Park: i primi due-tre giorni in palestra, poi abbiamo iniziato sul campo. Abbiamo chiuso con un’amichevole interna importante venerdì, sabato riposo, domenica abbiamo ripreso e iniziato a preparare la partita. Tutti stanno bene tranne Ferrari, Jallow, Tavernari, ancora infortunati. Per il resto abbiamo recuperato tutti".
Spazio all'analisi dell'avversario: "È una partita difficile perché l’Arezzo, secondo me, è la squadra più forte del campionato: per la rosa, la società, la tifoseria, l’allenatore. Non sono primi per caso: primi nei tiri, miglior attacco, seconda miglior difesa insieme a noi, ricambi in ogni zona di campo. È la seria candidata per vincere il campionato direttamente, anche se Ravenna e Ascoli sono ottime squadre vicine. L’Arezzo ha qualcosa in più. Vengono da risultati importanti, hanno quasi 20 punti sopra di noi: un motivo ci sarà. È difficile ma non impossibile. Dobbiamo giocarcela con le nostre carte, come abbiamo dimostrato. Mi aspetto una partita di grande sacrificio, impegno. Come in tutte le gare, se vinciamo i duelli – attaccanti contro i loro difensori, centrocampisti contro i loro, difensori contro i loro attaccanti – aumentano le probabilità di un buon risultato. Non facciamo calcoli, non pensiamo a non perdere perché un punto non ci cambia niente. L’atteggiamento deve essere provare a vincere, e loro verranno qui per vincere e staccare ulteriormente le inseguitrici".
Chiusura dedicata al calciomercato invernale: "La durata è troppo lunga. Già da dicembre se ne parla, finisce che dura più di un mese. È una regola che c’è sempre stata, anche quando giocavo io. È giusto che ci sia questa finestra di riparazione: permette di rimediare se un giocatore non si trova bene con allenatore o modulo, o viceversa. È una finestra grande, ma come quella estiva che parte a giugno-luglio e sembra infinita. Va bene così".