Vezzoni, l'anima argentina della Vis Pesaro si racconta: "In Italia grazie a Zanetti"
Nella settima puntata di 'Inside The Club', la trasmissione ufficiale della Vis Pesaro, il centrocampista italo-argentino Franco Vezzoni (classe 2001, arrivato a Pesaro nell'estate 2025 a titolo definitivo con contratto fino al 2028) si è aperto su infanzia, famiglia, tradizioni argentine, percorso calcistico e crescita personale. Tra un sorso di mate e aneddoti toccanti, Vezzoni ha regalato momenti sinceri e divertenti.
L'infanzia in Argentina: "L'Argentina ce l'ho nel cuore. Ricordi bellissimi: i campi dove giocavo da bambino, gli amici, la famiglia. Sono arrivato in Italia a 15 anni, quindi l'infanzia è stata lontana da loro, ma ogni volta che torno è una gioia rivedere le stesse persone e gli stessi posti". Le parole di affetto per la madre: "Mia mamma è tutto per me. Da quando ho iniziato a giocare a 4 anni mi ha portato agli allenamenti, ha fatto di tutto per farmi vivere il sogno. Se sono qui oggi è grazie a lei, non solo come calciatore ma come persona". Un aneddoto emozionante riguarda invece la nonna: "Mia nonna mi seguiva ovunque. Negli ultimi anni, quando non riusciva più a camminare per il dolore alle gambe, rimaneva in macchina durante le partite. Sentiva solo le urla per i gol e alla fine io andavo da lei a raccontarle com'era finita. È un ricordo che mi fa ancora emozionare: le persone care restano per sempre nel cuore". Per Vezzoni la famiglia è il valore assoluto: "Mi hanno cresciuto con questi principi. La famiglia è tutto".
Vezzoni è arrivato Italia grazie a Zanetti. A 15 anni il salto epocale: da una squadra argentina di livello Serie C (Talagia) direttamente all'Inter, primo caso del genere. "Zanetti mi ha visto giocare e mi ha portato qui. È stato un esempio umano prima che calcistico: umile, mi invitava a casa, mi scriveva per i gol. Abbiamo un rapporto speciale: ci facciamo gli auguri di compleanno, mi ha trattato come un figlio quando ero un ragazzino spaesato". Ha poi ricordato le panchine in Serie A e Champions (prima col Milan durante il Covid, a San Siro senza tifosi ma con fenomeni in campo).
Quindi Pro Patria, Foggia e l'esplosione a Pesaro: "Alla Pro Patria ho trovato un gruppo sano che mi ha aiutato a capire la Serie C. A Foggia due anni bellissimi: stadio caloroso, amicizie vere (e ho conosciuto la mia fidanzata lì, vicino San Marco). Mi ha fatto crescere, tirare fuori il carattere". Quindi la Vis: "Gruppo fantastico, tutti per bene. Mi sono ambientato subito. Non mi aspettavo 4 gol (il primo professionistico è stato l'anno scorso a Foggia), ma sentivo che qui potevo esprimermi. Il preferito? Quello con l'Ascoli, il più bello, peccato per la vittoria mancata. Pesaro è tranquilla, col mare: si vive bene".