.

Top & Flop di Campobasso-Carpi

di Laerte Salvini

Serviva una risposta forte, di sostanza prima ancora che di classifica, e il Campobasso l’ha data nel modo più netto possibile. Il 2-0 sul Carpi è una vittoria che non ammette repliche, costruita con lucidità tattica, dominio territoriale e una gestione matura dei momenti della partita. Un successo che vale il quinto posto a quota 30 punti (32 virtuali senza penalizzazione) ma che, soprattutto, certifica la crescita di una squadra che oggi può legittimamente guardare ai piani alti.

Il primo tempo è un manifesto tecnico del Campobasso di Luciano Zauri. Ritmi alti, recupero aggressivo sulle seconde palle, immediatezza nella verticalizzazione: il Carpi viene schiacciato nella propria metà campo senza trovare reali contromisure. Il piano partita è chiaro fin dai primi minuti: togliere tempo e spazio alla costruzione avversaria, forzare giocate lunghe e colpire in transizione. In questo contesto emerge con forza la centralità di Alfredo Bifulco, uomo simbolo e autentico detonatore offensivo. Prima il palo clamoroso che scuote la gara, poi il gol che la indirizza: una giocata di pura qualità, un tiro all’incrocio che fotografa il momento di grazia dell’esterno rossoblù.

Il vantaggio è persino stretto rispetto a quanto prodotto. Il Campobasso costruisce, rifinisce, sfiora il raddoppio con Gargiulo – due volte fermato dal legno – e dà sempre la sensazione di poter colpire. La chiave sta nel lavoro delle mezzali e degli esterni: Pierno e Martina accompagnano con intelligenza ogni fase di transizione, consentendo alla squadra di scivolare velocemente in verticale senza perdere equilibrio. In mezzo, Brunet e Gargiulo schermano e rilanciano, mentre sulla trequarti Gala e Bifulco alternano estro e ordine, fantasia e responsabilità.

Il Carpi, al contrario, paga limiti strutturali già noti. Nello stretto la squadra di Stefano Cassani non sfigura, palleggia con discreta pulizia fino ai venti-trenta metri finali, ma lì si smarrisce. Mancano profondità, incisività e soprattutto tempi di inserimento. Le scelte di Cassani nella ripresa – cambi offensivi e assetto più aggressivo – sono un tentativo coerente di rimettere in discussione il match, ma non producono lo scarto desiderato.

L’unico vero squillo biancorosso arriva da Puletto, inserito con personalità e subito capace di dare vivacità alla manovra. L’attaccante va anche vicino al gol, annullato per un fallo precedente, e rappresenta l’unica variabile in grado di creare qualche apprensione alla retroguardia rossoblù. Troppo poco, però, per ribaltare l’inerzia di una gara che resta saldamente nelle mani del Campobasso.

Nella ripresa, nonostante qualche occasione sciupata – prima da Sarr, poi ancora da Bifulco – il Campobasso non perde compattezza. Anzi, cresce nella gestione: abbassa i ritmi quando serve, sporca le seconde palle, impedisce al Carpi di sviluppare con continuità. Il 2-0 arriva a undici minuti dalla fine ed è la naturale conseguenza di una superiorità costante. Ancora Bifulco, ancora decisivo, ancora trascinatore: doppietta personale, applausi del pubblico e simbolica uscita dal campo come uomo copertina di una domenica perfetta.

Il finale racconta due storie diverse. Da una parte un Campobasso solido, consapevole, capace di vincere non solo con l’intensità ma anche con la lettura dei momenti. Dall’altra un Carpi che incassa una battuta d’arresto pesante ma non priva di indicazioni: alcune individualità ci sono, la base tecnica pure, ma servono maggiore cattiveria negli ultimi metri e soluzioni offensive più strutturate.

Di seguito i Top&Flop:

TOP

Bifulco (Campobasso): La partita è sua dall’inizio alla fine. Non solo per la doppietta, che indirizza e chiude il match, ma per il modo in cui interpreta ogni fase offensiva del Campobasso. Nel primo tempo è una minaccia costante: colpisce un palo clamoroso, poi si inventa il gol del vantaggio con una conclusione di rara bellezza, all’incrocio, che rompe l’equilibrio e certifica la superiorità rossoblù. Ma sarebbe riduttivo fermarsi alle reti. Bifulco è continuo nel muoversi tra le linee, nel ricevere orientato, nel prendersi responsabilità anche quando la giocata semplice sarebbe disponibile. Nel secondo tempo, quando il Carpi prova a salire di intensità, diventa il riferimento emotivo della squadra: abbassa i ritmi quando serve, accelera quando intravede spazio, colpisce di nuovo nel momento chiave, spegnendo definitivamente la partita. Leader tecnico e mentale, simbolo di una squadra che ora gioca con identità e consapevolezza. MVP

Puletto (Carpi): In una serata complicata per il Carpi, è uno dei pochi a lasciare il segno. Entra dalla panchina e cambia immediatamente volto all’attacco biancorosso, portando movimento, profondità e un minimo di imprevedibilità in un reparto fino a quel momento sterile. Attacca gli spazi, cerca la giocata verticale, prova a rompere le linee di un Campobasso molto attento. Va anche vicino al gol, annullato per un precedente fallo, ma il suo impatto resta evidente: è l’unico in grado di creare qualche apprensione alla difesa di casa. La sensazione è che possa diventare una risorsa importante nel prosieguo della stagione, soprattutto in una squadra che fatica a incidere negli ultimi trenta metri. In una sconfitta netta, il suo ingresso è uno dei pochissimi segnali incoraggianti. SAETTA

FLOP

Nessuno (Campobasso): Quando una squadra vince 2-0 dominando per lunghi tratti, creando occasioni, colpendo legni e controllando la partita anche nei momenti più delicati, è difficile – e forse ingiusto – individuare un vero flop. Il Campobasso funziona come collettivo: difesa sempre attenta, centrocampo solido, attacco efficace. Anche chi sbaglia qualcosa, come qualche occasione non concretizzata nella ripresa, resta dentro un sistema che non perde mai equilibrio. Una prestazione corale che non lascia spazio a bocciature individuali. BRAVI TUTTI

Stanzani (Carpi): Giornata da dimenticare. Nel piano partita del Carpi avrebbe dovuto garantire qualità tra le linee e supporto alla manovra offensiva, ma finisce per restare ai margini del gioco. Tocca pochi palloni, fatica a trovare le posizioni giuste e non riesce mai ad accendere la luce in una trequarti spesso congestionata. Il Campobasso lo oscura con facilità, anticipandone le ricezioni e togliendogli tempo di pensiero. Anche nella ripresa, quando il Carpi prova a spingere con maggiore convinzione, il suo contributo resta minimo, senza incidere né in rifinitura né in fase di conclusione. Da un giocatore chiamato a fare la differenza ci si aspetta ben altro, soprattutto in una gara che richiedeva personalità e coraggio. SPENTO

RIVIVI QUI IL LIVE MATCH


Altre notizie
PUBBLICITÀ