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Siena, Padalino: "Modena stimolante, non è gara persa in partenza"

di Marco Pieracci

Il tecnico del Siena, Pasquale Padalino, presenta in conferenza stampa la gara di domani contro il Modena capolista: "Credo che sia molto importante la reazione - riporta sienaclubfedelissimi.it - e la risposta che i ragazzi devono dare a sé stessi innanzitutto. L’abitudine a cercare il risultato deve fare la differenza da qui alla fine. Non serve guardare i loro numeri. È un banco di prova stimolante semmai ce ne fosse bisogno. Il desiderio di competere con gente più brava nel calcio può riservare delle sorprese. Bisognerà avere una mentalità di sofferenza ma determinati anche quando c’è la possibilità di fare male. Essere liberi mentalmenteè un aspetto non trascurabile. Quando sei sereno riescono anche cose che si fanno in allenamento, mentre in partita la qualità dell’avversario non sempre te lo consente. Non parto mai con l’idea che la partita è persa in partenza, ci sono sempre delle motivazioni che ti portano ad andare in campo con la guardia bassa. Però la differenza può dare anche una libertà mentale a dei calciatori che hanno bisogno di trovare un risultato positivo. Rabbia? Sono convinto che ce l’abbiamo e si può trasformare, ma c’è perché noi non possiamo essere questi, il Siena non può essere una squadra dimessa che fa regali. La compattezza è una cosa, non continuare a fare quello che serve per fare gol è un’altra. Ci deve essere una presa di coscienza che possono esserci momenti di sofferenza ma bisogna essere anche pronti a dare colpi all’avversario quando c’è la possibilità. Questo mi fa rabbia: uscire dalla partita non ci sta, anche in caso di sconfitta i miei calciatori devono avere sempre la voglia di fare risultato. Siamo stati anche applauditi dopo una sconfitta come a Carrara, a dimostrazione che i tifosi l’impegno lo riconoscono. Anche di fronte alle difficoltà non bisogna essere rassegnati. Se continuare a parlare di playoff può distogliere dall’obiettivo primario? Condivido. La società è ambiziosa, vorrebbe regalare qualcosa di prestigioso alla piazza, ed è anche vero che quando giochi in realtà come quella di Siena non puoi giocare per partecipare. Però poi bisogna fare i conti con la realtà: come ho detto dopo la gara, abbiamo perso un po’ di vista quello che avevamo inizialmente nascosto, ovvero la scarsa continuità di risultati e compattezza. Ci siamo forse fatti trascinare da eventi, vittorie ed entusiasmo. Non siamo stati leggeri, a tutti piace vincere, però bisogna considerare anche la rosa, gli infortuni e tante altre cose. Se si è obiettivi e sinceri il percorso può essere agevolato. Se l’ambizione trasborda e diventa presunzione diventa un problema anche fare le cose più semplici”.


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