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Pineto, Tisci: "Amaro in bocca, ma prestazione c'è stata. Non si stacca mai la spina"

di Valeria Debbia
Ivan Tisci

Quinto risultato utile di fila con beffa per il Pineto, che ieri si è portato sul 3-1 a fine primo tempo contro il Guidonia Montecelio, per poi vedersi recuperare dagli avversari - rimasti in dieci - grazie a una tripletta di Zuppel, con l'ultima rete segnata su rigore al nono minuto di recupero.

Resta l'amaro in bocca per il finale a mister Ivan Tisci: "Sì, amaro in bocca perché avevamo interpretato la partita esattamente come dovevamo - ha spiegato in sala stampa. - Siamo stati bravi, paradossalmente molto bravi fino all’espulsione di Cristini. Dopo l’espulsione loro hanno creduto nel giusto, noi invece abbiamo staccato un po’ la spina: cosa che non bisogna mai fare. Faccio fatica a rimproverare qualcosa ai ragazzi: la prestazione c’è stata. Sono molto giovani, come ci danno tante soddisfazioni possono arrivare momenti di errore che devono servire per crescere. Pareggiare così lascia l’amaro in bocca. Non è rabbia (è una parola forse esagerata), ma siamo dispiaciuti. Loro erano affranti negli spogliatoi, ma gli ho detto che dobbiamo prendere spunto proprio da questi ultimi 10-15 minuti: invece di gestire la palla per chiuderla, non siamo stati bravi né a tenere il possesso né ad alzare l’attenzione. Con un uomo in più dovevi portare a casa la partita".

Per 65-70 minuti il Pineto ha comunque spinto tanto: "Quanto hanno inciso i cambi e la stanchezza? Abbiamo spinto tanto, come dico sempre: ci sono giocatori che spingono in settimana pur giocando poco, e io devo ottimizzare al massimo tutte le risorse. Oggi (ieri sera, ndr) ho fatto cambi per dare esperienza, imprevedibilità e dinamismo dalla panchina, perché c’era un po’ di stanchezza. Purtroppo sono arrivati proprio in quel momento i due gol. Sono dispiaciuto molto di più per il secondo gol: quando vinci con due gol di scarto è sempre una partita a rischio, soprattutto in 10. Dovevamo essere più bravi a portarla avanti il più possibile: con pochi minuti rimasti a loro avrebbero avuto meno energie. Il secondo gol non dovevamo prenderlo".

E sul rigore finale: "È una decisione che probabilmente ci sta, la accetto nel bene e nel male. Sono dispiaciuto, ma so che servirà per crescere. Restiamo in una posizione buona: abbiamo tenuto la distanza dalle squadre che spingono sotto. Loro spingono, noi dobbiamo continuare a spingere".

In sintesi, l’amaro in bocca è forte: "Sì, non possiamo nasconderci. L’amaro c’è perché una vittoria dopo una prestazione così avrebbe dato un segnale forte a loro, a noi e all’ambiente. Non avrebbe cambiato il campionato, ma serviva. Spero serva per crescere: questi ragazzi continuano a dare tante soddisfazioni. Non dimentichiamoci cosa stiamo facendo e dove siamo".


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