Guidonia, Ginestra: "Quarti da un po': non è caso. Ma non perdiamo di vista obiettivo"
Il Guidonia Montecelio si avvicina al periodo più importante della stagione: dopo la Juventus Next Gen, ora l'Ascoli, poi Carpi, all'inizio dell'anno nuovo Perugia, Pineto in trasferta, Livorno, Ravenna, Arezzo. Tante partite difficilissime. È l'occasione per confermarsi in alta classifica o, nella peggiore delle ipotesi, per capire di dover lottare fino alla fine: "Onestamente non guardo a quello che succederà tra un mese, perché nel calcio non conta: tutte le partite sono difficili e complicate - ha spiegato in conferenza stampa mister Ciro Ginestra. - Abbiamo già affrontato l'andata, concentriamoci sulla partita di domani e su quella di sabato prossimo. Poi si chiuderà l'andata e faremo il primo bilancio, che già ora, prima di giocare, direi molto positivo. Potrebbe diventare ancora più positivo se facciamo bene queste due gare.Abbiamo fatto un ottimo lavoro, stiamo lavorando bene, siamo quarti in classifica da qualche settimana: non è un caso. Non vado oltre queste due partite. Poi ci fermeremo, ci riposeremo un attimo – sono cinque mesi e mezzo che lavoriamo dal 15 luglio, dal ritiro – e abbiamo bisogno di staccare. Faremo un bilancio più ampio in quel momento.Nel calcio non bisogna guardare alla settima, ottava o decima giornata: bisogna concentrarsi su quella di domani, che è la più importante di questo campionato, perché è la prossima. Tutto il resto cambia poco. Dobbiamo sapere che possiamo fare risultato con tutti e proveremo a farlo, come lo abbiamo dimostrato. Se troveremo squadre più forti che ci metteranno sotto, stringeremo la mano con sportività, come sempre.
Intanto abbiamo preparato una partita difficile: domani affrontiamo una squadra con sette punti più di noi, che gioca bene a calcio, con giocatori forti. Lo sappiamo, ma tutte le squadre hanno potenzialmente giocatori forti. Le partite vanno giocate: faremo il massimo per un risultato positivo. Dobbiamo fare molto di più rispetto a domenica per ottenere qualcosa di diverso, perché dall'altra parte c'è una squadra importante e forte".
Guardando le prime tre in classifica, oltre alla differenza punti spicca anche la differenza reti. Mentre dal quarto posto – dove c'è il Guidonia Montecelio – all'ultimo la differenza reti è minima (positiva per i laziali, negativa o nulla per altre), le prime tre hanno molte più reti segnate e differenza reti ampiamente positiva: "Non è un caso, credo anche per gli investimenti fatti. I numeri contano. L'ho detto domenica dopo la partita con la Juve: se guardiamo a 360° Arezzo, Ravenna e Ascoli, che sono sopra di noi, non abbiamo capito nulla. Non dobbiamo guardare giù, perché il nostro obiettivo è raggiungere al più presto i 40 punti e poi giocarcela a viso aperto, come già facciamo.
È paradossale: una squadra che ha segnato 15 gol è quarta in classifica, ma ne ha subiti solo 11. Non abbiamo segnato di più perché probabilmente non siamo ancora precisi come dovremmo negli ultimi metri. Le prime tre hanno qualcosa in più sotto quell'aspetto, ma si acquisisce giocando, con la voglia di migliorarsi e con l'esperienza.
Siamo una squadra giovane: media di 23-24 anni, domani l'Ascoli ne avrà 25-26. Tutte queste considerazioni vanno fatte, perché i numeri non sbagliano mai. Si possono sbagliare per una o due settimane, ma non oltre. Se Arezzo, Ravenna e Ascoli sono sopra per gol fatti e punti, significa che hanno qualcosa in più: lo hanno dimostrato sul campo, e il campo non mente mai".
È la prima grande uscita, il primo match di spessore al Città dell'Aria, con una tifoseria storica come quella dell'Ascoli. Un'occasione di crescita per la squadra, ma anche per la città e per la percezione di questa categoria: "Sì, non c'è dubbio. L'Ascoli è un club con una storia importante. Noi siamo un club appena nato: l'anno scorso, quando sono arrivato il 10 gennaio, eravamo sesti in Serie D; oggi ci giochiamo partite contro club blasonati. Questo dice tanto. Bisogna ringraziare il presidente che ha messo in moto questa macchina perfetta.
È naturale che incontrare club con tifoserie così numerose – come successo col Campobasso, che ne ha portati 5600 – sia un motivo di crescita per tutti, non solo sul campo ma anche fuori. Dobbiamo apprendere da queste società, che fanno calcio da una vita. Apprenderemo, se c'è da apprendere, anche sul campo.
Non siamo presuntuosi: siamo in questo campionato da sei mesi, dobbiamo imparare tanto. Ma ci giochiamo la partita a viso aperto contro una squadra forte, abituata a questi match. Cercheremo di metterli in difficoltà, rispettandoli tantissimo – come rispettiamo tutti – perché il calcio è bello anche per la sua imprevedibilità. Speriamo che domani lo sia".
Ma nello spogliatoio, come si vive questo buon piazzamento? C'è più pressione o più voglia di playoff e di puntare ancora più in alto? "La pressione no, perché con un lavoro positivo e risultati importanti viene voglia di far bene e di continuare a crescere. Non ti dico se me l'aspettavo o no: lo speravo sicuramente, perché col lavoro si può fare tutto. Ci vuole fortuna, tante cose devono incastrarsi. Fino a oggi sul campo ne abbiamo fatti 28 di punti: si è incastrato tanto.
Abbiamo fatto tante cose bene, qualcosina sbagliata – potevamo avere punti in più o in meno. Alcune volte fortunati, altre sfortunati come domenica. Ma il calcio alla fine equilibra: sbagli e non vinci, sei fortunato e vinci.
La squadra non improvvisa: ha sempre atteggiamento positivo, si gioca le partite a viso aperto, senza timore, rispettando l'avversario. Questo è un grande vantaggio. Manca tantissimo alla fine: non posso dire se l'obiettivo sono i playoff. Primo obiettivo è la salvezza. Se continuiamo così, parleremo d'altro, ma iniziamo dai 40 punti.
Guardiamo sotto: +11 dalla zona play-out, che ci interessa. Sopra guardiamo con occhi brillanti e sorriso, perché ce lo siamo meritato. Ma non perdiamo di vista l'obiettivo e da dove partiamo: l'anno scorso a gennaio eravamo sesti in Serie D. Non dimentichiamolo: abbiamo lavorato tanto. Ringraziamo la società che ci ha messo in condizione di lavorare bene.
Abbiamo presupposti per migliorare. Ci vuole fortuna, speriamo ce ne sia ancora, e che tutto giri giusto. Prepariamoci alla partita di domani: importante per noi e per loro. Loro hanno più da perdere, devono vincere; noi mantenere la categoria. Ma gli daremo filo da torcere: abbiamo le possibilità".