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Ascoli, Tomei: "Stiamo facendo lo step di maturità che ci serviva"

di Valeria Debbia
Francesco Tomei

È un Ascoli forza nove dopo il big match vinto contro il Ravenna: nove come la striscia di risultati utili di fila, di cui otto vittorie, cinque di fila. Numeri importanti per una squadra che ha sorpassato in classifica proprio i romagnoli e fa sentire il fiato sul collo alla capolista Arezzo, ora a sole 4 lunghezze di distanza. 

Contro i giallorossi si può dire che non c’è stata partita: Vitale non ha toccato quasi un pallone, l’Ascoli ha dominato: "Secondo me è stata una buona partita. Siamo stati bravi e pazienti - ha esordito in sala stampa mister Francesco Tomei. - Sapevamo che poteva essere una gara del genere: in queste partite si fa fatica perché l’avversario ti concede poco. Arezzo ce lo insegna. Bisogna stare attenti a lavorare, ai controlli, a capire quando attaccare la profondità o quando usare il terzo uomo. Serve pulizia, ma soprattutto pazienza. Faccio grandi complimenti alla mia squadra: oggi (ieri, ndr) hanno dimostrato che stiamo facendo quello step di maturità che occorre".

Qualcuno temeva l’euforia post-derby: "L’ho detto anche prima della partita in conferenza, alla stessa domanda: ero molto sicuro e sereno. Per un motivo semplice: i ragazzi stanno dimostrando, al di là dell’aspetto tecnico-tattico e del giocare bene o male, di crescere come uomini. Non ho detto assolutamente niente in settimana: li ho lasciati sereni e tranquilli. Ormai sotto questo aspetto camminano da soli. È una grande soddisfazione per me: vuol dire che hanno recepito il messaggio non solo a parole o a comportamenti. Oggi avevamo assenze importanti, ma ero sicuro che sia Oviszach sia Pagliai – che in questo caso sostituivano gli assenti – avrebbero fatto una gran partita. E l’hanno fatta. Chi entra, entra bene. Tutti in questo momento siamo focalizzati sul gruppo, sul noi. Per un allenatore è la soddisfazione più grande".

Tomei ha quindi proseguito: "Sicuramente i ragazzi stanno facendo bene: hanno acquisito consapevolezza e la riportano sul campo. Sono sicuri in quello che fanno, hanno grande personalità. Questo dimostra che lavorando seriamente – perché alla base c’è che sono grandi lavoratori, un gruppo sanissimo – si ottengono risultati. Ho sempre detto che tutti in questo gruppo, soprattutto chi gioca meno, sono importanti: si allenano sempre tutti bene. Non c’è mai stato un minimo screzio, c’è grande rispetto. Per me, che sono molto attento a queste cose, è una grande soddisfazione".


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