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Ascoli, mai così bene: l'ottava sinfonia con la Vis Pesaro è storia

di Laerte Salvini

Sognare non è solo un diritto, è un dovere morale per chi respira l’aria del Del Duca. Esistono notti che scivolano via tra i ricordi e altre che, invece, decidono di farsi storia, scolpendo i propri contorni nell’anima di una piazza intera. Quella scritta dall’Ascoli contro la Vis Pesaro vale più di tre punti, perché è un successo arrivato nel cuore del recupero che regala ai bianconeri l’ottava sinfonia consecutiva. Un traguardo mai raggiunto prima, un primato che polverizza un record rimasto intatto per oltre mezzo secolo, superando quella leggendaria striscia di sette vittorie che nella stagione 1969/1970 pareva un confine invalicabile.

La memoria corre inevitabilmente a quell’epoca romantica e polverosa, l’Ascoli di Costantino Rozzi e di un giovanissimo Carletto Mazzone, subentrato in corsa per guidare la squadra in un girone infernale di Serie C. Allora i bianconeri dovettero arrendersi allo strapotere della Massese, fermandosi a un passo dalla gloria. Oggi, invece, la storia parla una lingua diversa: la lingua della resilienza e del carattere. Dopo aver eguagliato il primato nel finale mozzafiato contro l’Arezzo, il gruppo guidato con mano ferma ha trovato la forza di andare oltre, trasformando una gara che sembrava stregata contro la Vis Pesaro in un’apoteosi collettiva che vale molto più dei tre punti in palio. Otto vittorie consecutive, 71 punti, gli stessi di quell'Arezzo che sembrava irraggiungibile solo poco tempo fa,  iniziate nel freddo di fine gennaio contro il Perugia, e alimentate attraverso i successi su campi difficili come quelli di Pineto, Pontedera e nel sentitissimo derby contro la Sambenedettese. Non è un caso che questo record arrivi proprio nel momento dell'aggancio ai danni dell’Arezzo: è un messaggio nitido inviato a tutto il campionato. L’Ascoli è vivo, è solido e non ha alcuna intenzione di voltarsi indietro.

Ora che la vetta è stata agganciata e la storia riscritta, l’orizzonte si fa ancora più ambizioso. Le prossime sfide contro Forlì, Guidonia e Campobasso diranno se questo filotto sarà stato il trampolino verso il ritorno nel calcio che conta. Ma una certezza resta: questo Ascoli ha già vinto la sua battaglia più grande, dimostrando che i limiti esistono solo per essere superati. Questi otto successi meglio non potevano rappresentare la concretezza del progetto bianconero, costruito su tanti giovani e su un progetto a più ampio respiro. La rivicita di tanti, in primis di un gruppo che sta rendendo il finale di stagione a dir poco elettrizzante. 


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