Top & Flop di Vicenza-Alcione
Anche la prima della classe può cadere e anche Fabio Gallo può perdere dopo una striscia, incredibile, di 58 risultati utili consecutivi: l'Alcione fa lo sgambetto alla capolista e frena il Vicenza al 'Menti' con una prestazione iconica delle qualità dell'undici milanese. Una giornata incredibile per la formazione di Cusatis che si conferma mina vagante della zona playoff, frenando i veneti che davanti sbattono sul muro Agazzi e dietro rischiano fino al capitombolo con Plescia nel recupero. La solidità degli orange si rivela letale, ma nessun dramma: la prima posizione rimane saldissima e l'incidente di percorso era da mettere, prima o poi, in preventivo. Entusiasmo alle stelle, invece, per gli ospiti, che confermano di essere in ripresa nettissima dopo un periodo con più ombre che luci.
TOP
La fascia sinistra del Vicenza: Talarico e Vitale sono dispenser continui di assist, che però i compagni non riescono a recepire. La differenza da quel lato è netta, con i biancorossi che sfondano sistematicamente per il solito servizio al centro. I palloni sono di qualità, ma con un Agazzi in questo stato di forma è tutto inutile. ATTIVI
Federico Agazzi (Alcione): ha i riflessi di un gatto e vola ovunque, mettendo una pezza in tutte le occasioni in cui viene chiamato in causa sfoderando almeno 3 interventi di altissimo livello. Ennesima prestazione che conferma le sue qualità, con la Cremonese, proprietaria del cartellino, che sa di avere un gioiellino in casa. Se arrivasse una chiamata dalla B non ci sarebbe da stupirsi, anzi. SUPERLATIVO
FLOP
Alessio Tribuzzi (Vicenza): pallone troppo morbido e l'Alcione ne approfitta. Sembra entrare col piglio giusto ma poi si perde un po' per strada, coronando una giornata da cancellare con quel lancio a metà strada che scatena il contropiede velocissimo. Non l'unico ad essere in difficoltà. SUPERFICIALE
Nessuno nell'Alcione: si può sicuramente trovare qualche difetto nella libertà concessa al cross sulla sinistra, rispetto alla destra presidiata da Scuderi la differenza c'è, ma il risultato è storico e soprattutto la partita è stata gestita esattamente come richiesto da Cusatis. Rischiano il giusto e pungono nel momento più opportuno. Probabilmente il pareggio era il risultato più giusto ma nel calcio vince chi segna di più. PERFETTI