Top & Flop di Renate-Novara
Ecco perché i precedenti che vedono la parola "Vicenza" lasciano il tempo che trovano. Perché i veneti sono quest'anno ingiocabili, e dunque quel Renate recentemente sconfitto era dato puramente statistico. Pura statistica, perché la squadra di Foschi arriva alla fase decisiva di stagione con una consapevolezza difficilmente raggiunta nel passato prossimo, forse anche nel trapassato remoto quando il primo sole scioglieva le certezze nerazzurre ammassate generosamente sotto un albero di Natale. 3-1 per un Renate che, dopo il botta e risposta di FVS e relativi rigori (quello trasformato in prima battuta da Calì e quello realizzato in "seconda battuta" da Lanini), avanza a centrocampo e mette la freccia con un cambio-che-cambia-davvero (Ruiz per Vassallo). Ed è lì che nasce il nuovo sorpasso con il colpo di testa di Ekuban. Cercare una seconda volta il pareggio all'interno di una partita è operazione complicata per tutti. Figurarsi se un contrasto a centrocampo vinto da Bonetti (e perso malamente da Di Cosmo, altro cambio che a suo modo ha "cambiato") permette al sempre più gioiellino playmaker-mezzala di battere con il mancino Boseggia per la terza volta. E' il titolo di coda, la partita finisce di fatto al minuto 68. E' un Novara che nei playoff ci può stare, gli elementi per crederci, anche dopo questa sera, ci sono. E' un Renate che ora deve già andare oltre. A crederci per davvero. Per incidere, per vincere, non per fare solo una buona impressione.
Vediamo ora coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nella partita disputata questa sera allo Stadio "Città di Meda-Mino Favini".
TOP:
Ruiz Giraldo-Auriletto-Bonetti (Renate): generalmente viene riconosciuto -anche dallo stesso Dossena- come il Renate "porti a casa" partite massimizzando l'episodio. Il che, come riconosce sempre il tecnico dei novaresi, è bravura, non fortuna. Stasera il discorso è un po' differente. E' un Renate che, al netto di un avvio forse timidino, non ha mai dato la sensazione di uscire dalla partita e anzi è stato bravo ad accellerare dove e quando serviva, quasi a stringere gradualmente l'avversario in un abbraccio che dal soffocante diventa mortale. Tanti sono i sorrisi questa sera in casa nerazzurra, sia per una prova collettiva sia per qualcuno che nel "7" generale spicca con mezzo punto in più. E allora bene Ruiz Giraldo, non solo autore dell'assist per il secondo gol di Ekuban ma perché cambia davvero il ritmo della gara come un nuovo ingresso deve fare (questo però alimenta un dubbio che diventa ancora più un dubbio: ancora Delcarro a destra?); bene Auriletto, che per buona parte della gara tiene a bada Da Graça che si vede, di fatto, solo sul finale di partita; bene, ancora una volta Bonetti che chiude definitamente i conti con una sua realizzazione che, anche questa volta, non è affatto brutta da vedere (e rivedere). Crescita ormai a due cifre per un 2003 sempre più di qualità. QUALCUNO SPIEGHI PERCHE' QUESTO RENATE NON SAREBBE DA TERZO POSTO
Ledonne-Agyemang (Novara): scegliamo gli ultimi ad arrendersi, coloro che anche sul 3-1 hanno provato a portare palloni buoni in area avversaria. Un'area avversaria però questa sera ben presidiata. Del Novara, cui si può concedere una battuta di arresto dopo un girone di ritorno positivissimo (nove risultati utili di fila), si può salvare l'approccio alla gara, un primo quarto d'ora di gioco in cui i ragazzi oggi di nero vestiti hanno effettivamente provato a giocare la palla più di quanto abbiano fatto gli avversari. Poi la sequenza dei due rigori, prima di una prova complessivamente difficile in cui è stato complicato trovare gli spazi soprattutto in mediana. E quindi sono alcuni cross soprattutto dalla mancina ad aver provato a far saltare il banco, visto che per vie centrali la situazione era un po' grigia. Anzi, arancio-fluo. Troppo arancio-fluo. OGNI SERIE, ANCHE LA PIU' POSITIVA, CONOSCE UNA FINE. MA NIENTE DRAMMI
FLOP:
La gestione di alcune palle inattive, la gestione dei FVS (Renate): è stata oggettivamente un ottimo secondo tempo all'interno di una prova molto solida. Trovare caratteristiche o individualità meno convincenti non è operazione questa sera che possa aggiungere o togliere qualcosa a quella che è una verità difficilmente discutibile (una volta tanto)! Anche nel discontinuo girone di andata si sapeva che Foschi aveva tra le mani un gruppo da prime posizioni in classifica (tolta la predestinata di turno) e questo girone di ritorno sta restituendo tutto il lavoro di "assestamento" di un anno intero. E allora, usiamo questa sezione per due riflessioni per il futuro. Negli scontri diretti dei playoff spesso le partite sono bloccate e studiare delle buone soluzioni per sfruttare le palle inattive offensive può essere una delle armi decisive: in questo senso qualcosa è stato fatto ma c'è ancora del lavoro da fare, pur in una rosa che non vede tantissimi saltatori. E in secondo luogo l'impressione è che anche i giocatori invochino troppo spesso l'uso del FVS, anche quando oggettivamente non ci sono grossi elementi per un accoglimento della chiamata. La panchina, in buona fede, procede, ma i primi occhi sono sempre di coloro che vivono il campo in prima persona: i calciatori. E da loro è giusto attendersi una buona capacità di autoanalisi, un'autoanalisi che, a volte, deve includere anche una sana autocritica. Anche perché le cartucce sono sempre e solo due. COME GRAFFIA LA PANTERA!
Una serata storta. Forse solo una serata storta (Novara): che il Novara di questi mesi non possa essere il Novara visto a Meda lo possono suggerire due elementi. L'osservazione della qualità di alcuni che emerge anche nel contesto di una serata difficile e il ricordo di giocatori di categoria che a Meda hanno faticato più del dovuto. Sicuramente si è intuito anche questa sera come i già citati Agyemang e Ledonne siano portatori di estro, velocità e fantasia. Dall'altra parte un appassionato di serie C non può non riconoscere come un Collodel (tanto per fare un nome) possa, debba fare molto di più. Così come Lanini, autore sì di una rete (penalty sbagliato più ribattuta felina) ma anche un po' pasticcione. Così come Da Graça, un po' impreciso, un po' in ritardo, un po' troppe cose. Rendimenti inferiori al solito che, sommati, hanno inciso più di un sanguinoso pallone perso a centrocampo. UNA SCONFITTA CHE SERVE A TORNARE ALLA CONSAPEVOLEZZA DI UNA DIMENSIONE APPROPRIATA