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Top & Flop di Ospitaletto-AlbinoLeffe

di Francesco Moscatelli
Ievoli, TOP Ospitaletto

Due squadre rilassate, si era scritto. Dopo 96 minuti di gioco la spensieratezza veste orange, con l'Ospitaletto ancora in tempo per cambiare obiettivo (da quint'ultima piazza da conservare al sogno playoff) e un AlbinoLeffe che oggi ha pagato gli strapazzi di una stagione vissuta con qualche avversità da gestire. Il colpo di testa al decimo della ripresa di Nessi era giunto come un premio per un primo tempo condotto dalla squadra di Quaresmini in modo volenteroso. Ed è subito dopo l'1-0 che la "Celeste" da una parte ha cercato il gol a testa bassa, mostrando una bella reazione, ma contemporaneamente in quel ribaltarsi ha perso qualsiasi metro, qualsiasi punto di riferimento. Ed è lì che è nato lo scalpo di Guarneri, ed è lì che è nato il destro di Gobbi su cross perfetto di Gualandris. Per un 3-0 chiaro e incontrovertibile. Figlio di un pomeriggio strano, ma forse figlio pure di un'intera stagione. 

Vediamo ora coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nella partita disputata questa sera allo Stadio "Gino Corioni" di Ospitaletto.

TOP:

Nessi-Guarneri-Ievoli (Ospitaletto): in questa sezione oggi finiscono praticamente tutti, forse solo Sonzogni può essere beccato senza biglietto per aver più assistito che partecipato ad una prova corale di grande valore. Ne citiamo tre su tutti. Nessi sente aria di derby, lui nativo di Seriate e porta in vantaggio i suoi con un colpo di testa imperioso. Subito dopo salva sulla linea un'occasionissima dei blucelesti, un salvataggio che si prefigura come un raddoppio. Guarneri sulla destra ha fatto il diavolo a quattro, siglando anche una rete che racconta la freddezza nell'affrontare il portiere faccia a faccia. O tu o io, uno dei due qui è di troppo. E poi Ievoli, grande tecnica nel calciare (e infatti le palle inattive sono tutte sue), buona visione di gioco e bella personalità sui tiri da fuori che non finiscono troppo fuori. Poi ci sarebbe Bertoli, quel numero 9 vero che fa salire la squadra e detta i tempi. Come si faceva una volta, quando certe visioni di gioco non avevano modo nè tempo di coprire di ridicolo quel bellissimo sport che è il calcio. Bellissimo, nonostante tutto. Nonostante troppa gente improvvisata che si sveglia la mattina con la convinzione di insegnare calcio al mondo. Gente improvvisata che ad Ospitaletto, così come a Zanica, ha trovato le porte chiuse, evidentemente. E per fortuna. UNA BELLA REALTA'

Ambrosini (AlbinoLeffe): qui parliamo di grinta, di applicazione, di voglia di andare contro un destino che sembra oggi dire male. Dopo aver precisato che nessun seriano abbia oggi spiccato sopra altri, è giusto annotare almeno la determinazione di Ambrosini che ha provato questo ruolo in coabitazione con Giannini, lui che di Giannini è l'alter-ego. Anzi, il titolare per un'ampia fetta di stagione è stato proprio l'ex-Pontedera (con questa prova tra l'altro eguaglia le presenze in maglia granata) che, negli ultimi weekend, ha visto l'ex-Primavera del Napoli mettere la freccia e, in qualche modo, sopravanzarlo nelle gerarchie. E allora c'è da reinventarsi (complice anche una doppia assenza) in un ruolo più interno facendo vedere che Michele, al di là dei posti fissi e delle caselle, c'è. NON SERVE ESSERE FENOMENI PER DIMOSTRARSI VALIDI  

FLOP:

Una partita che è anche un rimpianto? (Ospitaletto): oggi è davvero impossibile trovare non solo un giocatore che abbia dato meno alla causa ma anche un frangente meno convincente di una partita condotta invece con grande maturità. Anche perché, al di là di una fase di studio che ha caratterizzato i primi 25 minuti di gioco, per il resto il disco è sempre stato più di colore arancione che celeste. E allora la pancia potrebbe dire "ma perché questi ragazzi, così spigliati, a tratti anche così qualitativamente interessanti, sono "usciti fuori" solo sul far di aprile? Certo, ci sta che la pancia provochi con questa riflessione. Ma poi c'è anche la testa, più saggia, che ricorda come con i ragazzi serve tempo e che se il lavoro è sviluppato con coscienza prima o poi i risultati arrivano. E dunque, non rimpianto per ciò che non è stato ma speranza per ciò che sarà, in questi 180 minuti e nelle prossime stagioni. 3-0. SENZA "SE" E SENZA "MA" 

Non scuse, non alibi, ma dati di fatto (AlbinoLeffe): in termini numerici è stata la più brutta prova offerta dai blucelesti in questa stagione. Solo in un'altra occasione gli uomini di Lopez hanno perso con tre gol di scarto, ma le differenze con il pomeriggio in terra bresciana sono due e non trascurabili: lo scorso 14 dicembre i seriani avevano comunque siglato due reti e, soprattutto, di fronte c'era una Triestina sì nelle sabbie mobili per la maxi-penalizzazione ma tecnicamente ancora sui livelli del Vicenza. Qui è stata semplicemente una "non-prova". La domanda è: può una squadra passare in sette giorni da un 3-0 a uno 0-3? La risposta potrebbe essere: sì, se sostanzialmente è da ottobre che a tirare avanti il carretto sono sempre gli stessi. Le assenze sono una componente quest'anno strutturale dell'avventura seriana e, in qualche modo, tutto il gruppo ha imparato a gestirle. Però alla fine giocare sempre presenta in qualche modo il conto. Un giorno vinci con la testa, con la forza di volontà, con la lotta. Ma la settimana successiva ti senti spento e dopo aver preso un gol vedi solo buio. Questa potrebbe essere una spiegazione plausibile, basti pensare ad un Sali, vera rivelazione della stagione, che avrà pure la freschezza di un ventunenne ma che dal 25 settembre scorso non salta una gara. Non deve saltare una gara. Non può saltare una gara. Se questo è inevitabile, pomeriggi del genere vanno inseriti nel preventivo. STRINGERE I DENTI PER GLI ULTIMI 180 MINUTI


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