Top & Flop di Lecco - Renate
A Lecco cala una notte spessa, quasi novembrina, di quelle che si portano dietro un senso di resa ancora prima del triplice fischio. Il Renate passa al Rigamonti-Ceppi con un 3-0 che fotografa due traiettorie che si incrociano: una in ascesa metodica, l’altra in cerca di se stessa. Il Renate di Luciano Foschi non vince per caso. Vince per struttura, per consapevolezza. Sin dai primi minuti si intuisce che la squadra brianzola ha preparato la partita come si prepara un esame importante: aggressione sulle seconde palle, linee compatte, attaccanti pronti a legarsi e slegarsi a seconda delle necessità. L’episodio dell’1-0 non è un lampo isolato ma il frutto di un dominio territoriale già abbozzato: cross dalla sinistra, tempi d’inserimento perfetti di Delcarro, Furlan spiazzato. È il primo strappo. Il Lecco prova a reagire, ma lo fa con una manovra che appare da subito macchinosa, quasi ingessata. Il possesso costruito dalla squadra di Valente non genera superiorità né ritmo; è un fraseggio che non disordina l’avversario, che non apre linee di passaggio. Parker, chiamato a dare profondità e lavoro sporco, resta spesso scollegato dal resto del reparto. Senza Sipos, la squadra perde un riferimento offensivo e mentale: manca un terminale che sappia trasformare un pallone sporco in minaccia concreta. Il Renate, invece, cresce. Bonetti e Delcarro governano il centrocampo con alternanza di compiti: uno accorcia e dà ritmo, l’altro verticalizza appena intravede uno spazio. Il rigore del raddoppio – trattenuta su Delcarro, trasformazione glaciale di Calì – è la naturale conseguenza di una superiorità che non è solo tecnica ma posizionale. Ogni respinta sembra cadere sui piedi nerazzurri; ogni transizione è accompagnata da almeno due soluzioni. La coppia Ekuban-Karlsson funziona per complementarità. Ekuban attacca la profondità con ferocia, Karlsson lavora di sponda, si muove tra le linee, apre corridoi. Non sono gemelli, sono contrari che si attraggono. Il terzo gol, confezionato proprio dalla loro interdipendenza, è l’emblema della serata: recupero aggressivo, dribbling, porta spalancata, freddezza. È una rete che ha dentro tutto: velocità, tecnica, fiducia. Il Lecco, sospinto da oltre duemila spettatori, produce qualche tentativo con Konatè e qualche conclusione dalla distanza, ma la sensazione è che il Renate abbia sempre il controllo emotivo della gara. Furlan, tra i pochi a salvarsi, evita un passivo più pesante con interventi su Vesentini ed Ekuban. Ma la partita, nella sua sostanza, è già scritta molto prima del novantesimo. Il dato dei 51 punti e l’aggancio al quarto posto raccontano un Renate che ha cambiato passo nel girone di ritorno, con numeri da alta classifica e una maturità da squadra che conosce i propri mezzi. Non è più una sorpresa episodica: è un progetto che ha trovato coerenza. Per il Lecco, invece, prosegue un periodo opaco. Da oltre un mese la squadra fatica a ritrovare la lucidità della prima parte di stagione. Il Rigamonti-Ceppi non è più fortino ma terreno di interrogativi. Non è solo questione di modulo o di interpreti, ma di ritmo mentale: la differenza tra chi pensa la giocata un attimo prima e chi la subisce. In certe sere il calcio somiglia a una lezione silenziosa. Il Renate l’ha impartita con misura, senza eccessi. Il Lecco dovrà farne tesoro per non scivolare via dalle zone che contano.
Di seguito i Top&Flòp:
TOP
Ekuban (Renate): È il punto di rottura costante della partita. Attacca la profondità con una fame che costringe la linea del Lecco a rincorrere, sporca ogni costruzione avversaria e trasforma le seconde palle in occasioni potenziali. Nell’azione del terzo gol c’è tutto il suo repertorio: aggressione, velocità, lucidità nell’ultimo tocco. Non è solo decisivo, è contagioso per intensità e personalità. DIROMPENTE.
Furlan (Lecco): Se il passivo resta nei confini della dignità lo si deve alle sue mani. Interviene su Vesentini, su Ekuban, su conclusioni sporche e deviazioni ravvicinate, sempre con tempi corretti e sangue freddo. Non trasmette frenesia nemmeno quando la difesa scricchiola. È l’unico a restare centrato dentro una serata che scivola via troppo in fretta. RESISTENTE.
FLOP
Nessuno del Renate: Prova corale ricca di spunti, attenta e con poche sbavature. Una serata di grande calcio, ritmo e tante trame. Ai ragazzi di Foschi un sincero complimento, per continuare a scrivere una bella pagina di sport nel raggruppamento A. CHAPEAU
Parker (Lecco): Chiamato a dare profondità e sostanza, resta invece ai margini della gara. Pochi palloni giocati fronte porta, movimenti spesso leggibili, coperture in ritardo quando il Renate accelera sulle corsie. Non riesce mai a cucire il reparto offensivo con il centrocampo, finendo per isolarsi in una partita già complessa. La sua prova fotografa le difficoltà collettive. EVANESCENTE.