Top & Flop di Cittadella-AlbinoLeffe
Quattro tiri nello specchio per due squadre. Per novatanove minuti di gioco. E' una serie C di tanto tatticismo, forse troppo. Da tempo è una tendenza sempre più accentuata. E così, sempre di più, può bastare un buco, un rimpallo (s)favorevole, un pallone vagante per decidere come debba andare la settimana. Cittadella e AlbinoLeffe dovevano vincere per scacciare un gennaio deficitario. C'è riuscita la squadra di Lopez (0-1) con il giovane Sali ad un quarto d'ora dal termine (settimo centro stagionale, il quarto consecutivo) contro un Cittadella rimaneggiatissimo cui non è riuscito nemmeno l'abbozzo di un assalto finale. E così, quell'unica azione decisiva che tante volte ha punito una "Celeste" per nulla disdicevole, oggi ha premiato proprio i seriani, apparsi organizzati il giusto e concentrati per quello che serviva. Contro questo Cittadella, non con il Cittadella che dovrebbe essere.
Vediamo ora coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nella partita disputata questo pomeriggio allo Stadio "Piercesare Tombolato" di Cittadella.
TOP:
Ghezzi-Anastasia (Cittadella): è difficile trovare dei lati positivi in una partita in cui il Cittadella è apparso davvero stanco, svuotato, privo di idee oltre che di uomini. Gli assenti avranno sempre torto, ok, ma è indubbio che in altre serie assenze rilevanti si possono in qualche modo tamponare. In C avere o meno la squadra titolare fa la differenza e senza due-tre giocatori della vecchia guardia, i Vita e i Salvi, il "Citta" appare un gruppo normalissimo da media classifica. Allora è (anche) il mercato a dover fronteggiare un momento complicato, un mercato che in settimana ha portato il nuovo entusiasmo di Ghezzi che a Renate aveva sostanzialmente esaurito la propria missione. I cross migliori sono partiti proprio dal classe 2001 bresciano, a destra come da sinistra: ancora non ha i novanta minuti nelle gambe, ma è interessante come il giocatore abbia quasi cercato, fin da subito, tante responsabilità importanti all'interno delle dinamiche di gara. Sempre in grado di produrre qualcosa Anastasia, anche se chiaramente non parliamo della migliore gara del vogherese, anche frenato da un cartellino giallo che zavorra. LUCINE TROPPO FIOCHE
Non aver preso reti-Barba-la coppia d'attacco (AlbinoLeffe): sono settimane che mister Lopez ha un sonno molto disturbato. Girarsi e rigirarsi nel letto, caro ma che hai? Non sono i (relativamente) pochi punti in classifica, ma sono le reti presi in modo stupido. E' così, invece che contare le pecore, Lopez, da vecchio difensore di ben altra dimensione, conta le distrazioni. Tante, troppe, capaci di neutralizzare una produttività realizzativa che passo dopo passo appare sempre più robusta. Potrà dunque dormire sonni tranquilli, la prossima settimana, il tecnico laziale che registra così un AlbinoLeffe "semplicemente" attento, ordinato, compatto anche se quell'episodio Potop-Rabbi all'alba della gara avrebbe potuto scrivere la solita storia. Davvero efficace Barba nelle chiusure e forse l'avellinese ha davvero preso, a questo punto, la strada del braccetto difensivo più che del "quinto" di centrocampo. Infine la coppia d'attacco: Sali gira meravigliosamente bene quando ha De Paoli vicino. E' sempre più un dato di fatto, a conferma che il calcio è un insieme inspiegabile di tanti piccoli equilibri. L'EPISODIO E' OGGI FAVOREVOLE. MA C'E' VOLUTO TANTO LAVORO PER FAR SI CHE UN EPISODIO DECIDA
FLOP:
Una sola vera conclusione (Cittadella): ci sono pomeriggi in cui proprio, per mille motivi, non gira. Ed è stato davvero strano come, al di là della sconfitta che, ad ogni modo, fa sempre male, sia stato un Cittadella che mai si è acceso nell'arco di novantanove minuti di gioco. Si può perdere nel calcio, ma solitamente c'è quasi sempre almeno una fase, breve o prolungata che sia, in cui gli schemi diventano fluidi, una fase in cui gli avversari indietreggiano e l'altra può davvero produrre la propria idea di calcio. Contro l'AlbinoLeffe questa fase non è mai arrivata: né all'inizio dei due tempi, né nelle fasi centrali, né dopo l'improvviso svantaggio, né nel (mancato) assedio finale. Forse, paradossalmente, la squadra di Iori stava producendo qualcosina di più proprio nei minuti antecedenti il gol di Sali, ma parliamo di poco più che impressioni e di una manciata di calci d'angolo (battuti anche male). Serve una scossa, perché non può essere questa squadra il risultato di una piazza che, pur provinciale che sia, ha sempre dimostrato -e bene- di saper fare calcio. Con passione e tanta competenza. RECUPERARE LE ASSENZE E TORNARE ALLE ORIGINI
Non belli, non appariscenti...ma oggi va bene così (AlbinoLeffe): è davvero una Serie C in cui l'episodio decide (quasi) tutto. E dunque non si deve pensare che il tabellino possa proferire una e una sola verità. Le verità stanno sempre un po' nel mezzo, anche nel calcio. E allora diciamo, senza trionfalismi che ad ogni modo non passeggiano nei vialetti del Campus di Zanica, che per una volta l'AlbinoLeffe ha incassato qualcosa dei crediti dalla banca degli episodi che tante volte ha richiesto versamenti dolorosi. Poi, per concretizzare gli episodi, bisogna comunque avere dei buoni riscossori e dunque questo Giacomo Sali qualcuno tesserato per la società bluceleste è stato comunque capace di individuarlo e portarlo in terra bergamasca. E qualcun altro è stato capace di offrirgli i giusti strumenti. In questo senso va detto che l'esperimento di Lombardi -una mezzala più che funzionale- riproposto in attacco è sostanzialmente fallito. Sali-De Paoli, quest'anno va (solo) così. VITTORIA SPARTIACQUE?