Thriller in zona salvezza. E se il verdetto non arrivasse dal campo?
“La forbice di otto punti? Non ci possiamo sentire sicuri perché a Cuneo sono convinti di recuperare ancora dei punti, da due a quattro […] Dobbiamo vincere con il Pontedera e si chiudono tutti i discorsi, a meno che le autorità non decidano di restituire altri punti al Cuneo”: musica e parole del DS della Lucchese Antonio Obbedio, nel post gara di ieri.
Musica che però risulta piuttosto stonata, e non perché a pronunciarla è il direttore rossonero, ma per quello che lascia, nemmeno troppo velatamente, trapelare.
Ma andiamo a chiarire quella che è la situazione. Stando a quanto trapela dal Piemonte, senza però che la società smentisca o confermi, il Cuneo avrebbe (anche se il condizionale non è poi così obbligatorio, la certezza prende sempre più piede) presentato un ricorso per riavere indietro dei punti, visto che pare sia stata pagata una somma che andrebbe ad annullare di fatto la recidiva di una pluripenalizzata società, da inizio anno inadempiente: con il – 23 attuale, i punti dei biancorossi sono 23, ma tutto potrebbe essere messo in discussione se effettivamente fosse loro restituito almeno un parziale della stessa.
Partiamo quindi dall'ipotesi in cui vengano ridati al Cuneo due punti: la truppa di Scazzola andrebbe a 25, ed eventualmente, vincendo l'ultima di campionato, balzerebbe a 28, come l'Albissola, che di fatto però non rischierebbe neppure perdendo contro l'Alessandria grazie agli scontri diretti a favore. A essere inguaiata, sarebbe però la Lucchese, che dovrebbe obbligatoriamente vincere contro il Pontedera (che ha però necessità di almeno un punto per assicurarsi i meritati playoff) per non superare le 8 lunghezze che consentirebbero anche ai rossoneri di disputare, proprio contro il Cuneo, gli spareggi salvezza. I punti sarebbero infatti 20 e 28.
Ben diverso, però, se i punti restituiti al Cuneo fossero più di 2. In quel caso l'Albissola avrebbe l'obbligo di vincere ad Alessandria, perché altrimenti, se la formazione di Scazzola centrasse i 3 punti, sarebbero proprio i ceramisti, a oggi salvi, a dover disputare i playout. Probabilmente incrociati al Girone C, perché la Lucchese rischierebbe la retrocessione diretta: con le attuali 17 lunghezze, qualora il Cuneo arrivasse a 26 o 27 punti per effetto della riduzione della penalità e magari vincesse anche al turno conclusivo, neppure una vittoria eviterebbe alla Pantera l'immediato lo spettro della Serie D. Qualora invece il Cuneo pareggiasse, la formazione di Favarin dovrebbe solo vincere. E agli spareggi... si vedrà.
Viene però da chiedersi, come già abbiamo sottolineato, quando sarà discusso questo ricorso. La settimana appena iniziata vedrà anche un mercoledì “rosso” (1 maggio, festa dei lavoratori), ma il tempo stringe, perché sabato si giocherà la 38^ giornata, e sarebbe quindi opportuno che i vari club avessero ben chiara la situazione: soprattutto per un discorso psicologico, che potrebbe anche rivelarsi un'arma a doppio taglio perché potrebbe creare pressioni aggiuntive a una settimana che già non si presenta come tra le più rosee.
Che si vada oltre il 5 maggio... è possibile, ma questo aprirebbe uno scenario ben peggiore. Riscrivere una classifica a regular season concluso, sarebbe deleterio, un'ulteriore falla dopo le vicende della scorsa estate tra ripescaggi e riammissioni. Un'ulteriore ed eccessiva alterazione di un torneo che già in troppo hanno definito falsato, e che effettivamente andrebbe ad assume contorni poco definiti.
Sarebbe troppo. Scherzi del genere non fanno ridere.