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Ospitaletto Franciacorta, manuale di un calcio sostenibile per la terza serie

di Laerte Salvini

Nel Girone A di Serie C c’è una squadra che sta tenendo la categoria con il monte ingaggi più basso del campionato: 664 mila euro complessivi. L’Ospitaletto Franciacorta è quattordicesimo dopo 28 giornate con 32 punti, frutto di 7 vittorie, 11 pareggi e 10 sconfitte, 29 gol fatti e 30 subiti. Numeri asciutti, coerenti, che raccontano una realtà compatta, difficilmente perforabile e quasi mai fuori partita.

La differenza reti di -1 è il dato chiave: l’Ospitaletto vive in equilibrio costante. Non segna molto, poco più di un gol a gara, ma concede altrettanto poco. Le sconfitte arrivano quasi sempre di misura, le gare restano aperte fino alla fine e anche contro le prime della classe la squadra non ha mai dato la sensazione di sbriciolarsi. Il pareggio contro il LR Vicenza, capolista, è l’emblema di questa identità: organizzazione, attenzione, gestione degli episodi.

Il riferimento offensivo è Marco Bertoli, 9 reti, quasi un terzo del totale stagionale. È il finalizzatore primario, il giocatore che attacca l’area con continuità e capitalizza le poche occasioni prodotte. Accanto a lui, Francesco Gobbi ha inciso con 2 gol e 6 assist, dato che lo colloca tra i migliori rifinitori della rosa.

Sulla corsia sinistra il rendimento più continuo è quello di Claudio Messaggi, 4 reti e 6 assist, esterno capace di incidere sia nella rifinitura sia nell’ultimo passaggio. È il giocatore con più partecipazioni dirette ai gol, l’uomo che accende le transizioni e garantisce profondità al 4-4-2 adottato con regolarità per tutta la stagione.

Il centrocampo offre contributi complementari: Matteo Gualandris ha segnato 4 volte, Mattia Guarneri 3, segnale che gli inserimenti sono una risorsa strutturale e non episodica. In regia, l’esperienza di Michel Panatti è fondamentale per equilibri e ritmo, soprattutto in una squadra con età media di 23 anni.

L’andamento stagionale è lineare. L’Ospitaletto oscilla da mesi tra il tredicesimo e il sedicesimo posto senza mai sprofondare stabilmente in zona playout. La media punti è di 1,14 a partita, sostanzialmente in linea anche nelle ultime dieci giornate: nessun picco improvviso, nessun tracollo. È continuità pura.

In casa il bilancio è leggermente migliore, con 16 gol fatti e 14 subiti in 14 gare; in trasferta il saldo è 13 a 16, con tre vittorie esterne di peso specifico elevato. La squadra non cambia atteggiamento lontano dal Gino Corioni, non si abbassa in modo eccessivo e prova a restare dentro la partita con densità centrale e raddoppi sistematici sulle corsie.

L’Ospitaletto Franciacorta non ha un talento dominante né un reparto che sovrasti gli altri per qualità, ma ha un sistema. Con un monte ingaggi di 664 mila euro, ogni errore strutturale si pagherebbe immediatamente; invece i numeri difensivi tengono, la produzione offensiva è distribuita su sei giocatori con almeno due reti e il gruppo mostra maturità competitiva superiore all’anagrafe.

La salvezza diretta passerà da un incremento della produttività offensiva, magari portando Bertoli in doppia cifra piena e aumentando la conversione delle occasioni create sugli esterni. La base, però, è solida: equilibrio, ordine, resilienza. In un campionato dove spesso il valore economico orienta la gerarchia, l’Ospitaletto sta dimostrando che organizzazione e rendimento possono colmare un divario salariale significativo. I numeri, oggi, dicono che la permanenza non è un’illusione, ma un obiettivo realistico costruito su basi tecniche concrete.


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