Inter U23, Cocchi: "Imparo da Dimarco e Carlos Augusto, che onore l'Italia"
Il terzino sinistro dell'Inter U23 Matteo Cocchi si è raccontato al sito ufficiale della FIGC, a poche ore da Turchia-Italia, match con in palio l'accesso alla fase finale dell'Europeo U19 (agli azzurrini basterà un pareggio per superare il turno): "Ho la fortuna di avere tutti i giorni davanti due giocatori come Dimarco e Carlos Augusto che sono al top in Europa nel mio ruolo. Vedere come si allenano, come si preparano al cross, come colpiscono la palla, aiuta. Stiamo passando belle giornate, ma siamo concentrati sulla Turchia, avversaria che nasconde tante insidie”.
Una di queste è rappresentata proprio da un giocatore che ricopre lo stesso ruolo di Cocchi, Deniz Ofli, che con il Bayern Monaco ha recentemente affrontato (è entrato nella gara di ritorno) l’Atalanta in Champions League. “Sarà sicuramente una delle partite più importanti della mia vita – ammette –. Abbiamo fatto un percorso bellissimo, sarebbe un peccato perdere questa opportunità. Ce la meritiamo”.
Cinque partite di qualificazione tra prima e seconda fase, 15 gol fatti e nessuno subito per l’Italia: tra i segreti del rendimento difensivo e degli esterni dell’Italia, oltre al lavoro di Bollini, anche la presenza di Christian Maggio, collaboratore tecnico con una lunghissima carriera alle spalle con le maglie tra le altre di Vicenza, Fiorentina, Napoli, Benevento: “Ci dà una grande mano con la sua esperienza, anche il mister è attentissimo alla fase difensiva. Noi come difensori diamo sempre il massimo per non prendere gol, anche quando siamo sul 2-0 o sul 3-0”.
Cocchi ha debuttato in Champions League e in Coppa Italia, fatto panchine in Serie A e nel Mondiale per Club: eppure, leggere il nome e il cognome sulla lista dei convocati della Nazionale fa sempre un bell’effetto. “Rappresentare l’Italia è un onore immenso. Stare in gruppo, in hotel, poi andare in campo, cantare l’inno. Una felicità incredibile, che ripaga tutti i sacrifici fatto da me e dalla mia famiglia da quando sono bambino”.
Il contatto tra Matteo e la famiglia è quotidiano: i genitori lo seguono dal vivo appena le distanze lo permettono, domani seguiranno invece la partita in tv. Il ritorno a Molinella, invece, è una festa: “Mi piace girare per il paese, tornare dove sono nato mi dà belle sensazioni”.
Tra qualche settimana, probabilmente potrà tornarci anche guidando: “Devo sostenere l’esame pratico di guida. Più difficile crossare o prendere la patente? Sicuramente la patente per il momento (ride, ndr), visto che a calcio ci gioco da quando sono bambino”.
Domani, in caso di qualificazione, i piani per l’estate potrebbero cambiare per via dell’Europeo. “Sia a me che alla mia ragazza piace viaggiare. Una settimana ce la organizzeremo, ma tra la fine di giugno e l’inizio di luglio spero di essere impegnato”.