FOCUS TC - Serie C, 13^ giornata: la Top 11 del Girone A
Cinque vittorie interne, due vittorie esterne e tre pareggi: questo il ruolino di marcia della 13^ giornata del Girone A.
Corsare solo Cuneo, che batte 0-3 l'Alessandria, e Arezzo, con un 0-2 rifilato al Piacenza che fa balzare in vetta alla graduatoria la truppa amaranto. Costretta però a dividere il posto con la Carrarese, che ha battuto 4-1 il Pisa. Vince tra le mura amiche anche la Robur Siena, che a sorpresa batte l'Entella, intanto che la Pro Vercelli, sul medesimo risultato di 1-0, archivia la pratica Juventus U23; nelle parti basse della graduatoria, invece, l'Arzachena è inguaiata dal Pontedera, che vince 2-1, e dall'Albissola, che ammutolisce per 1-0 il Pro Piacenza. Pareggi a scalare: è 2-2 tra Pro Patria e Lucchese, 1-1 tra Olbia e Pistoiese, e 0-0 tra Novara e Gozzano.
Questi i migliori undici della 13^ giornata.
PORTIERE:
Gabriel Meli (Pistoiese): se la gara non va in favore dell'Olbia, gran parte del merito è del portiere degli orange, che para tutto il parabile. Buono il temperamento mostrato, il classe '99 ha fatto vedere di esser cresciuto, e in terra sarda si rivela molto sicuro nelle uscite sia aeree che a terra, e anche quando cade in piccoli errori ha in immediato la reattività per metterci una pezza.
DIFENSORI:
Carlo Pelagatti (Arezzo): dopo un avvio nel quale risente ancora troppo delle scorie del pessimo match contro la Carrarese, si ricorda quanto vale, e sale in cattedra, nella cruciale sfida contro il Piacenza. Annulla completamente Romero, non sbaglia una chiusura ma soprattutto, come vuole il mister, si mostra determinante in fase di impostazione.
Mirko Romagnoli (Robur Siena): una delle vere rivelazioni bianconere in questa prima parte di stagione. Non si intimorisce neppure di fronte al blasonato attacco dell'Entella, domato con chiusure attente e puntuali ma anche con un certa rapidità che dà il quid in più alla retroguardia toscana: tra i suoi è quello più lucido e costantemente sul pezzo, l'attenzione che ha per tutti i 90' lo mette veramente sugli scudi, specie nel momento delicato che sta vivendo la formazione di Mignani.
Francesco Bini (Gozzano): difesa praticamente imperforabile quella del Gozzano, e neppure il Novara riesce a bucarla. Buona parte del merito va anche all'esperienza dell'ex Piacenza, che in mezzo è davvero un colosso, una sicurezza per i compagni che giovano del suo temperamento e della sua esperienza.
CENTROCAMPISTI:
Alessandro Castellana (Cuneo): gara in grande spolvero, quella contro l'Alessandria, per il terzino biancorosso, schierato come quinto a destra. Sulla sua fascia di competenza copre tutto il campo, è determinante in fase offensiva, trovando anche il gol che sblocca la partita, ma arretra senza problema alcuno quando è la difesa ad aver bisogno. Prezioso in tutte e due le fasi.
Umberto Germano (Pro Vercelli): alla lunga, fa letteralmente impazzire la Juventus U23, che non lo doma in nessun modo. Risulta una spina nel fianco dei bianconeri, svaria su tutto il centrocampo e sulla trequarti e dà quel passo in più ai suoi, un mix tra tattica e talento: ottimi tempi di inserimento, si muove bene tra le linee e crea costanti pericoli in area opposta, gestendo, e quando serve coprendo, ogni singolo spazio. Appare proprio indispensabile per la Pro.
Marco Piredda (Olbia): l'Olbia contro la Pistoiese avrebbe sicuramente meritato più di un pareggio, ma alla squadra manca quella molla che arriva solo con l'ingresso in campo del centrocampista, che dà un passo diverso ai suoi. Messo alle spalle l'infortunio, torna carico e attento, ha un'ottima visione del campo ed è estremamente reattivo sul pallone che diventa l'assist per il gol del pareggio: una sfera sulla quale solo lui crede fino in fondo, evitando che la barca affondi ingiustamente.
Andrea Magrini (Pontedera): a cospetto di una buona prova da parte di tutta la squadra, spicca la prova del centrocampista, che contro l'Arzachena mette lo zampino in entrambi i gol, con assist per Tommasini e Pinzauti, ma si mostra poi utilissimo Quello che più luccica sono i due assist per il vantaggio di Tommasini e il raddoppio di Pinzauti. Ma l’essenza della sua partita (e di tutta la stagione disputata finora) è un senso tattico utilissimo alla squadra, oltre a una capacità tecnica di fare quasi sempre la cosa giusta al momento giusto.
ATTACCANTI:
Giuseppe Caccavallo (Carrarese): in settimana, non senza attirarsi antipatie, aveva detto che era il Pisa a doversi preoccupare della Carrarese, non il contrario. Profetico. E il Pisa avrebbe dovuto temere nello specifico l'attaccante, che nella giornata "no" di Tavano si carica l'attacco sulle spalle, e rispetta la parola data: in area nerazzurra fa quello che vuole, è letteralmente imprendibile, manda a picco l'avversario e segna una doppietta che gli consente di toccare la doppia cifra. La gara perfetta? Se non lo è ci si avvicina molto.
Riccardo Martignago (Albissola): i tre punti servono, e in una gara di nervi lui non se lo fa ripetere due volte, mostrandosi freddo al momento giusto e trasformando in gol l'assist di Russo, che vale i tre punti contro il Pro Piacenza. Prova sontuosa, si mostra sempre più rapace da area di rigore, e sfiora anche la doppietta personale se non fosse per il provvidenziale intervento di Nava sulla linea, che evita un passivo peggiore per i suoi.
Gianmarco De Feo (Lucchese): il tecnico rossonero ha ragione, la squadra si specchia un po' troppo nella gara contro la Pro Patria, ma l'attaccante risulta invece decisamente efficace, probabilmente il migliore tra tutti quelli scesi in campo. Fosse per lui la Lucchese avrebbe centrato la vittoria, ma esce prima che venga rovinato tutto: a ogni modo, il primo gol lo "procura", da una sua punizione nasce l'autorete di Lombardoni, il secondo lo realizza.
ALLENATORE:
Alessandro Dal Canto (Arezzo): prepara la partita che deve, non solo tatticamente, ma anche mentalmente, perché stavolta la squadra non subisce mai più del dovuto e non si mostra così sicura da cadere poi nei tranelli che porta l'assenza di paura. Anzi, pur non essendo eccessivamente pericolosi, gli amaranto fanno la loro gara, senza snaturarsi, impostando bene il gioco già dalla difesa e tenendone il pallino, senza abbassarsi troppo. Quel frizzantino che fa la differenza, e che il mister aveva richiesto nel pre gara, è ritrovato.