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Ds Novara: "24 punti bottino un po' scarso. Mercato? Fatto tanto in estate, ma vigili"

di Valeria Debbia
Federico Boveri

Federico Boveri, direttore sportivo del Novara, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, offrendo un'analisi approfondita sulla situazione attuale della squadra in Serie C. 

Novara è una grande piazza con una grande storia, ma la Serie C resta un campionato molto complicato. È chiaro che finora non state facendo il campionato che vi aspettavate, però la corsa è ancora lunghissima, giusto?
"Sì, sicuramente. I 24 punti attuali sono un bottino un po’ scarso, inferiore rispetto a quello che ci eravamo prefissati all’inizio. Quest’estate abbiamo cambiato molto, abbiamo investito tanto sui giovani e la statura complessiva della squadra è cambiata parecchio. Ci auguriamo che il tempo e il lavoro ci permettano di risalire in classifica e di riportare questi colori il più in alto possibile".

Parliamo del vostro girone. Il Vicenza sta facendo una corsa solitaria. Confermi che sarebbe una grande protagonista in qualunque dei tre gironi, per qualità tecnica e valore della piazza? E in generale, che tipo di girone è quest’anno?
"Il livello è buono. Il Vicenza, sia per doti tecniche che atletiche, è una squadra che mette sotto tutte le avversarie e sta dominando il girone. Poi c’è il Brescia, che secondo me è un’altra grande protagonista rimasta un po’ indietro per vari motivi, tra cui qualche infortunio di troppo: ha una rosa di assoluto rispetto, superiore a molte altre. Le restanti squadre sono tutte di categoria: con loro è difficile vincere, lo dimostrano i nostri numeri, visto che abbiamo fatto 15 pareggi, un vero record. È un campionato molto livellato, con squadre preparate; ogni domenica devi combattere per portare a casa i tre punti".

Squadre come Brescia, Cittadella o anche Lecco che sta facendo bene… pensi che alla fine potranno recitare un ruolo importante nei playoff? Magari Brescia - che è praticamente ripartita da zero dopo quanto accaduto - e Cittadella devono smaltire la ferita della retrocessione…
"Molto dipenderà da come ci si arriverà fisicamente: in quel mese si gioca ogni tre giorni e la condizione atletica conta tantissimo. Il Brescia avrà giocatori e risorse per giocarsela con chiunque. Altre squadre del nostro girone, come hai citato tu, daranno sicuramente fastidio. E poi ci saranno corazzate dagli altri gironi che proveranno a salire in Serie B proprio attraverso i playoff".

Siamo nel pieno del mercato invernale, mancano circa dieci giorni alla chiusura. Che cosa devono aspettarsi i tifosi del Novara?
"Come dicevo prima, quest’estate abbiamo fatto tantissimo. Ora stiamo lavorando innanzitutto per dare più spazio e minuti a qualche ragazzo che finora ne ha avuti meno, per metterlo nelle condizioni di esprimersi. Parallelamente restiamo vigili e pronti, negli ultimi giorni, a cogliere qualche occasione che possa aiutare la squadra, il mister e alzare ulteriormente il valore complessivo della rosa".

Allargando un attimo lo sguardo alla Serie C nel suo complesso: da uomo di calcio che segue praticamente tutte le partite, hai notato progetti tecnici che ti hanno colpito in positivo negli altri gironi?
"Nel mio lavoro vedo praticamente tutte le gare di Serie C, quindi conosco bene le altre realtà. Ci sono diversi progetti interessanti. Nel girone A, per esempio, alcuni puntano molto sui giovani, mentre altre società lavorano altrettanto bene creando basi solide per crescere nel tempo e puntare alla categoria superiore. È difficile fare un nome preciso oggi, ma sia nel girone B che nel C ci sono realtà importanti con rose di valore che riescono contemporaneamente a far crescere giovani di prospettiva, creando valore per la società e per il campionato stesso".

Una delle battaglie principali del presidente Marani, di Zola e di tutto il gruppo dirigente della Lega Serie C è trasformare la Serie C nel grande palcoscenico dei giovani. Tu che sei sul campo e devi bilanciare valorizzazione dei ragazzi e risultato sportivo, a che punto siamo?
"È un’idea che condividiamo tutti. Quest’estate sono stato il primo a spingere, insieme alla società, per reintrodurre con decisione il minutaggio dei giovani in prima squadra, cosa che negli ultimi anni a Novara non era stata fatta. La Serie C offre fondi importanti alle società, ma è ancora più redditizio riuscire a lanciare in prima squadra i ragazzi del proprio settore giovanile o cresciuti in casa: crea valore tecnico ed economico a medio termine. È questa la grande sfida.
Detto questo, credo ci sia un problema di fondo nella riforma del settore giovanile fatta qualche anno fa: alla fine di ogni stagione il ragazzo è libero di cambiare squadra e questo limita molto gli investimenti delle società. Venendo dal mondo dilettantistico – ho portato la Cairese dall’Eccellenza alla Serie D – vedo che la regola del “giovane” vale anche in categorie inferiori. In Serie C considerare ancora “giovane” un 2003 forse è uno degli aspetti su cui si potrebbe migliorare. Non è facile, perché si rischia di abbassare un po’ il livello immediato, ma se davvero vogliamo fare della Serie C il campionato dei giovani, è una direzione su cui lavorare".

A proposito di giovani: è il primo anno dell’Inter Under 23 nel vostro girone. Dopo il disastro del Milan dell’anno scorso, l’Inter sembra averlo affrontato in modo più equilibrato. Che valutazione dai sulle seconde squadre?
"L’Inter è una squadra molto forte, con ragazzi che oggi potrebbero già giocare o fare minutaggi importanti in Serie A: profili davvero interessanti. Dal punto di vista di una società di Serie A, le Under 23 sono una cosa utilissima: permettono di far crescere il ragazzo in casa, seguendo la linea tecnica del club e migliorandolo notevolmente. Le società che le hanno stanno dimostrando di riuscire a portare ragazzi in prima squadra.
Detto questo, per il campionato è un po’ triste affrontare una partita senza tifosi: il clima è particolare e ci si deve adattare. Non so quali siano le idee future del presidente e se queste realtà aumenteranno. Capisco il dibattito: è una grande vetrina per le seconde squadre, ma giocare spesso in stadi vuoti e non sapere mai esattamente che formazione affronti rende le cose complesse".

Torniamo al Novara. Domenica c’è la delicatissima sfida con la Pro Patria, poi il derby con la Pro Vercelli. Punti pesantissimi in palio…
"Senz’altro. Sono due derby consecutivi, due partite importantissime. Dobbiamo dimostrare di valere qualcosa in più rispetto a quello che dice oggi la classifica. Sono convinto che sarà così: la squadra sta lavorando bene, ha fame, ha voglia di dimostrare il proprio valore. Domenica ci aspetta una gara fondamentale. Dobbiamo riuscire a vincere qualche partita per rientrare nella parte di classifica che compete al Novara".


A TUTTA C con Luca Calamai. Ospite: Federico Boveri (ds Novara)
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