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Dolomiti Bellunesi, Bonatti: "Il Vicenza merita di vincere il campionato"

di Laerte Salvini

Diciannove vittorie in ventiquattro partite, cinque pareggi e zero sconfitte. Numeri che spiegano la forza del Vicenza, capolista del girone A di Serie C. Miglior attacco del torneo, difesa meno battuta e percorso interno perfetto: 36 punti su 36 davanti al proprio pubblico. Più che una capolista, una dominatrice. Domani, domenica 8 febbraio con fischio d’inizio alle 17.30 allo stadio Romeo Menti, la Dolomiti Bellunesi proverà a misurarsi con la prima della classe.

Guardando le cifre, l’impegno appare proibitivo e non lo nasconde Andrea Bonatti: “Il Vicenza sta battendo una serie di record e merita di vincere questo campionato. È una squadra che ha una straordinaria solidità difensiva, certificata non solo dai 5 gol subiti in 12 partite casalinghe, ma anche dal numero ridottissimo di tiri in porta concessi agli avversari. Al Menti è una formazione orientata a non lasciare nulla. Lo sappiamo, lo abbiamo analizzato e compreso, ma con grande umiltà proveremo a fare del nostro meglio all’interno di un piano gara ben definito”.

Per il tecnico non esiste però il concetto di “nulla da perdere”: “Al contrario, abbiamo tanto da perdere. Le brutte figure contro Lecco e Alcione Milano bruciano ancora e per questo la partita è stata preparata con grande attenzione. In settimana abbiamo ripreso il filo del nostro processo organizzativo e ora la competizione per una maglia da titolare è più alta. Questo può diventare un fattore positivo nel prosieguo del campionato”.

Sul fronte mercato, Bonatti si sofferma sull’inserimento dei nuovi: “Tra gli ultimi arrivati, Migliardi è quello che ha avuto un po’ più di continuità di utilizzo e si è presentato in condizioni fisiche discrete. In generale l’inserimento procede bene, ma va accelerato per trovare la giusta quadratura nel gruppo, soprattutto sul piano dell’organizzazione e dei principi di gioco”. Nessuna distrazione, infine, sullo scontro diretto di metà settimana con la Pergolettese: “Faccio sempre la formazione pensando alla partita più vicina. La mia filosofia non cambia”.