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Dg Cittadella: "Stronati trattativa lunga. Perretta last minute. Per Zilio tante richieste"

di Valeria Debbia
Stefano Marchetti

Alla chiusura del mercato invernale, il direttore generale del Cittadella Stefano Marchetti ha tracciato dalle colonne de Il Gazzettino un bilancio delle operazioni concluse, esprimendo soddisfazione per il lavoro svolto.

«Posso ritenermi contento perché sono riuscito a fare le cose che dovevo», ha esordito Marchetti. Ha spiegato che la squadra era stata impostata in estate per un certo stile di gioco, ma di fronte alle difficoltà riscontrate si è reso necessario cambiare modulo: «Abbiamo apportato le modifiche alla rosa per renderla adatta a questo nuovo modulo».

Il dg ha manifestato irritazione per le dinamiche del mercato italiano: «In una giornata fai quello che non hai fatto in un mese, è la mentalità italiana che faccio fatica a capire e che non condivido, e non mi piace nemmeno il mercato aperto mentre si gioca: crei situazioni per cui il giorno prima un calciatore gioca per te e il giorno dopo contro di te. È tutto un caos. È un mondo in cui, se vuoi starci, ti devi adattare cercando di fare il meglio».

Tra i rinforzi principali, Marchetti ha lodato Riccardo Stronati: «È un giocatore che cercavo da tempo, è stata una trattativa lunga ma alla fine è arrivato. È una mezzala di inserimento, con fisicità, bravo tecnicamente: un giocatore importante, che potenzialmente può darci tanto, deve entrare nei meccanismi ma le qualità ci sono».

Su Gabriele Perretta ha rivelato un retroscena: «È un’operazione fatta proprio all’ultimo perché volevo mettere un’alternativa in più sugli esterni. È un giocatore di gamba, di fascia, può fare anche la mezzala, ha temperamento ed è stato capitano del Pontedera per tanti anni, anche la sua duttilità è uno dei motivi per cui ho puntato su di lui».

Particolarmente emozionante il ritorno di Andrea Zilio: «È stata una cosa bellissima, un figlio del Cittadella, e questo mi rende orgoglioso. È un ragazzo del 2006, è partito da qui, ha fatto il suo percorso e l’ho voluto proprio io perché è un investimento per il futuro. Aveva parecchie richieste ma ha voluto tornare dove è cresciuto, c’è anche qualcosa di romantico in questa operazione: può crescere e migliorare tanto, diventare un calciatore importante».

Infine ha ribadito la solidità del club: «Qui c’è tutto per fare bene: strutture, società, organizzazione, dal mio punto di vista siamo una società modello. Per questo pretendo e mi aspetto una reazione forte: è un gruppo che deve tirar fuori qualcosa in più a livello caratteriale. Se le cose non vanno la colpa è nostra».


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