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Brescia, tabù da sfatare: il rendimento esterno preoccupa in vista dei playoff

di Laerte Salvini

Il mal di trasferta sta diventando un problema cronico per il Brescia, un tabù che va risolto con urgenza in vista dei play-off. Come riportato da BresciaOggi, il successo lontano dalle mura amiche manca ormai da 70 giorni: l'ultimo acuto risale al 2 febbraio a Gorgonzola. Da allora, nelle successive sei gare esterne, sono arrivati appena 3 punti, con l'imbattibilità fuori casa caduta sotto la gestione di Eugenio Corini dopo le sconfitte con Pergolettese, Albinoleffe e Lumezzane.

I numeri evidenziano un paradosso tecnico nel confronto tra la gestione precedente e quella attuale. Se con Diana il Brescia era una macchina da guerra in trasferta (media punti di 2,25), con Corini il rendimento esterno è crollato a 1,3. Di contro, l'attuale allenatore ha blindato il rendimento casalingo, portandolo a un eccellente 2,34 a partita. Nonostante il KO in Valgobbia, la squadra è apparsa viva: i biancazzurri hanno prodotto sei palle-gol nitide, pagando però a caro prezzo la scarsa vena realizzativa di Crespi, Marras, Balestrero e Maistrello.

Il futuro rimane comunque nelle mani dei rossoneri. Con due vittorie contro Dolomiti Bellunesi e Inter Under 23, il secondo posto sarebbe blindato, garantendo l'accesso diretto ai quarti di finale del 17 maggio. Questo stop di tre settimane potrebbe essere l'alleato migliore per Corini: oltre a recuperare pedine fondamentali come Zennaro e Mercati, il tecnico spera di ritrovare al top della condizione Spagnoli e Vido per risolvere quella mancanza di cinismo che sta rendendo i viaggi del Brescia troppo spesso infruttuosi.


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