Zauli: "Corini scelta giusta per il Brescia, sarà il Vicenza del prossimo anno"
Ospite di A Tutta C, su TMW Radio, il tecnico Lamberto Zauli ha messo a fuoco i temi principali nei tre gironi di Serie C.
Tre gironi molto diversi tra loro. È la stagione della netta divisione tra big e resto del gruppo?
"Parliamo di società che spendono tanti soldi rispetto alle altre, piazze ambite dove i giocatori importanti di categoria – e anche di una categoria superiore – pensano di poter andare. È normale che si crei un divario evidente: spesso si giocano dei mini campionati all’interno del campionato vero e proprio. Nel girone A quest’anno fondamentalmente c’è una squadra sopra tutte, nel girone B il discorso è più aperto, mentre nel girone C è storicamente il più imprevedibile".
Nel girone A il Vicenza sembra aver preso il largo.
"Io chiaramente faccio il tifo per il Vicenza e spero che concluda come sta facendo. Tutto fa pensare che questa sia la sua annata e che torni giustamente in Serie B. C’è un Brescia che si sta ancora costruendo e probabilmente sarà il Vicenza del prossimo anno, sulla carta".
Nel Girone B invece ha sorpreso il calo del Ravenna.
"Il Ravenna fino ad ora è stato straordinario. Ricordiamoci che è stato addirittura ripescato dalla Serie D e ha fatto qualcosa di eccezionale. Adesso sta pagando qualcosa, ma è normale. L’Arezzo, che ho visto giocare anche a Pesaro, è una squadra veramente forte e probabilmente farà un grande rush finale".
Il girone C resta il più difficile da decifrare...
"È il girone dove ci sono quattro o cinque piazze storiche importanti, con grande seguito e società che investono. Di conseguenza è quello più imprevedibile".
Restando sul Vicenza, c’è un dato impressionante che riguarda Fabio Gallo: 54 partite di campionato senza sconfitte. Quanto pesa un numero del genere?
"Hai detto tutto tu. È quasi un campionato e mezzo, parliamo di un numero incredibile. Il merito va a lui, ha costruito due squadre forti e concrete. Quando le cose vanno male spesso l’allenatore viene messo in discussione, quindi quando vanno così bene è giusto riconoscergli grandi meriti".
Quanto conta anche la società in questo percorso?
"Conta tantissimo. L’Entella, ad esempio, l’anno prima rischiava i playout ma ha riconfermato Gallo perché ne ha visto le qualità. L’anno dopo è arrivata la promozione. Creare empatia tra le persone può fare la differenza. Oggi Gallo sta facendo numeri strepitosi e meritatissimi ed è giusto che vinca il suo secondo campionato di fila".
La Serie C ha come missione la valorizzazione dei giovani. C’è qualche profilo che l’ha colpita?
"È difficile fare nomi perché manca spesso la continuità. Le squadre che vogliono vincere cercano sicurezza e personalità, e difficilmente inseriscono giovanissimi. Io sono sempre a favore della meritocrazia, ma alcune regole attuali secondo me hanno tolto un po’ di puro agonismo".
Si riferisce al regolamento under-over?
"Sì, non mi trova molto d’accordo. Si danno più false speranze che vere opportunità. L’ho vissuto sulla mia pelle: io sono arrivato più tardi alla maturazione e con le regole di oggi forse non mi avrebbero aspettato. Così si rischia di tarpare le ali a chi ha bisogno di più tempo".
La Riforma Zola la convince?
"È un incentivo importante, ma alla base non dovrebbe esserci quello economico. L’incentivo vero dovrebbe arrivare quando un ragazzo fa bene e viene venduto a club di Serie A o B. Una volta la Serie C viveva anche di questo, oggi è molto più difficile e la Lega Pro soffre".
Che idea si è fatto di Floro Flores a Benevento?
"Non lo conosco personalmente, quindi è difficile dare un giudizio tecnico. I risultati però sono eccellenti. Il Benevento è una delle migliori società del panorama italiano, con una proprietà forte e una squadra importante. È entrato in maniera intelligente in un contesto solido e stanno facendo molto bene. Il giudizio finale, però, come sempre, arriverà a maggio".
Cosa pensa del FVS?
"Io sono legato a un calcio più vecchio stampo. Per me il calcio deve essere spettacolo e vedere partite ferme dieci-dodici minuti non lo è. Fuorigioco e gol/non gol vanno bene, il resto dovrebbe restare all’arbitro. Con i suoi errori, certo, ma il gioco sarebbe più fluido e l’arbitro tornerebbe protagonista".
Anche i recuperi si allungano sempre di più.
"Esatto. Le partite si allungano, ma non per il tempo effettivo di gioco: si allungano per le pause, ed è questo che secondo me toglie qualcosa allo spettacolo".
Chiudiamo con il Brescia e Eugenio Corini: quanto conta conoscere la piazza?
"Conta tantissimo. A Brescia si sta costruendo una società importante e hanno scelto un bresciano che ama il Brescia. Con Eugenio ho giocato a Palermo, so quanto ama il calcio. Vederlo esultare al Rigamonti come l’ho visto nelle prime partite dice tutto su quanto metterà se stesso in questo progetto. È una scelta giusta, soprattutto a livello di empatia con la piazza".