Nicolini: "Ascoli, l'amore dei tuoi tifosi non ha eguali, sulla carta Arezzo favorito"
L'entusiasmo in casa Ascoli è alle stelle dopo una rimonta che ha del clamoroso. Da un pesantissimo -12 alla vetta della classifica condivisa con l'Arezzo, il "Picchio" sta riscrivendo la storia del girone grazie a una marcia trionfale fatta di otto vittorie consecutive. A commentare questo momento sulle colonne del Corriere Adriatico, è un doppio ex d'eccezione, Enrico Nicolini, che ha vestito i colori bianconeri sia come calciatore negli anni d'oro della Serie A, sia come allenatore.
Il "Netzer di Quezzi" non nasconde la sua ammirazione per il lavoro svolto da mister Tomei e dai suoi ragazzi: "Seguo sempre l'Ascoli, ho visto tutte le partite. È una squadra che gioca un bel calcio propositivo, è un vero piacere vederli scendere in campo". Analizzando il duello punto a punto con i toscani, Nicolini si sbilancia sulle prospettive del rush finale: "Sulla carta l'Arezzo, avendo due gare in casa, potrebbe essere favorito, ma l'Ascoli possiede un'identità tale che non credo sia un problema giocare fuori. Loro potrebbero giocare col 'braccino corto': se l'Arezzo non vince il campionato è un fallimento, l'Ascoli invece non avrebbe nulla da rimproverarsi dopo questa rincorsa". Sulle otto vittorie di fila, che hanno superato il record storico di Carlo Mazzone, l'ex centrocampista scherza: "Un po' mi dispiace per Mazzone, ma ora non si può più sbagliare, bisogna fare nove punti in tre gare".
L'analisi tecnica di Nicolini si sposta poi sulla forza del collettivo, citando l'importanza di elementi come Corazza e la solidità della fase difensiva: "Non c'è un singolo che mi ha sorpreso più degli altri, meritano tutti elogi perché c'è tanta qualità e un'idea chiara. In difesa hanno subito solo 10 reti, segno di una squadra aggressiva che non ti fa giocare. In attacco, poi, giocatori come Corazza sanno essere decisivi anche in pochi minuti". In chiusura, un pensiero ai tifosi, pronti all'ennesimo esodo per la trasferta di Forlì: "L'amore per l'Ascoli non ha eguali rispetto alla popolazione, è incredibile. Mi ricordo le carovane in Serie A, i novemila di Foggia... la gente apprezza chi dà tutto e il merito va anche all'allenatore che ha saputo coinvolgere l'intero gruppo".