Giammarioli: "Arezzo-Ascoli, pronostico difficilissimo. Benevento ha avuto coraggio"
Stefano Giammarioli, già direttore sportivo del Gubbio, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, analizzando le dinamiche avvincenti dei gironi di Serie C, con particolare attenzione agli scontri cruciali che potrebbero decidere le sorti della stagione.
Nel girone A il Vicenza è già stato promosso in Serie B, ma questo fine settimana sia nel girone B che nel girone C potrebbero succedere diverse cose. Inevitabilmente parto dal girone B, con il big match Arezzo-Ascoli di lunedì. Sarà uno scontro vitale per la vetta. L’Ascoli arriva lanciatissimo, ma l’Arezzo sta facendo un campionato stratosferico. Cosa si aspetta da questa volata finale per la testa della classifica nel girone B?
"Sarà sicuramente una bellissima partita. L’Ascoli sa giocare in un certo modo e non cambia la sua identità, così come l’Arezzo, che ha una filosofia ben precisa inculcata da Cristian Bucchi fin dal primo giorno. Dal punto di vista tattico e delle tensioni dirette, mi aspetto una partita di alto livello tecnico. Fare un pronostico però è difficilissimo, perché l’Ascoli in questo momento sta benissimo. Lo avevo detto tempo fa: se fossero riusciti a fare un filotto sarebbero rientrati in corsa, e così è stato. Per l’Ascoli questa partita è un tassello fondamentale del loro filotto. Per l’Arezzo invece rappresenta la conferma di un campionato da protagonista fin dalla prima giornata, con una vetta meritatissima".
Effettivamente i bianconeri viaggiano a un ritmo molto sostenuto da diverse settimane. Devo ammettere che non mi aspettavo una risalita così importante. Merito anche di un reparto offensivo in grande spinta: Gori continua a segnare, mentre Dionisi sta vivendo una stagione ottima. Non era facile per Tomei, al suo primo anno nel girone B, costruire una squadra così costante sul lungo termine.
"Quello che colpisce di più, conoscendo bene la Serie C, è che è difficile trovare una squadra che giochi così bene a calcio e che riesca a concretizzare così tanti risultati. Di solito vedi squadre che giocano bene ma alternano vittorie a sconfitte, o belle prestazioni senza punti. L’Arezzo invece sta giocando benissimo e sta raccogliendo tantissimi punti: questo in Serie C è davvero raro. Tantissimi complimenti quindi al direttore sportivo, alla società e al mister per aver creato un calcio propositivo e al tempo stesso molto redditizio, cosa onestamente difficile da trovare. L’Ascoli invece è un mix di solidità, buon calcio e giocate individuali, sempre guidate da una società seria. In entrambi i casi parliamo di due realtà con società solide, direttori sportivi umili ma competenti e allenatori propositivi con le idee chiare. Questi sono i risultati che si ottengono".
Se il Benevento dovesse vincere contro il Cosenza, i giallorossi tornerebbero in Serie B. Che giudizio si può dare sul lavoro di Floro Flores? Anche qui non era facile pronosticare un rendimento del genere per un tecnico alle prime armi.
"Queste sono le fortune degli allenatori. Oltre alla bravura personale, è fondamentale trovare una società che nel momento cruciale del campionato abbia il coraggio di puntare su un allenatore giovane, anche se molto stimato dalla piazza. Il risultato che stiamo vedendo è soprattutto merito di una società solida e di un direttore sportivo espertissimo. Il Benevento si merita la Serie B senza mezze misure. Ho sempre detto che nelle piazze del Sud, dove c’è maggiore serenità, si può lavorare con più tranquillità, e questo credo sia stato un vantaggio enorme fin dalla prima giornata".
Passiamo ora alle sue ex squadre. Volevo chiederle del Gubbio, dove ha trascorso tanti anni in vari ruoli. È una realtà che si sta consolidando in zona playoff. Ha passato un momento complicato a novembre, con poche vittorie e un gioco che sembrava aver perso qualcosa, Di Carlo ha fatto la differenza. Recentemente ha vinto anche a Terni, conquistando punti importanti per i playoff, e continua a dimostrarsi una mina vagante.
"Il Gubbio è una squadra molto esperta. Ha un allenatore intelligente, che conosce bene la categoria e si è adattato perfettamente alla cultura e alla mentalità della città e della società. Ricordiamo sempre che il Gubbio ha una presidenza seria: un presidente tifoso ma molto competente, che garantisce stabilità. L’unico neo è che il pubblico si è un po’ allontanato. È un peccato, perché considerando i buoni piazzamenti che sta ottenendo (in linea con le dimensioni della piazza), ci sarebbe bisogno di maggiore presenza allo stadio. Il presidente sta facendo tanti sacrifici e la squadra sta regalando soddisfazioni importanti, compresi i derby vinti".