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Evacuo: "Benevento? Vi spiego come Floro Flores ha inciso per questo 1° posto"

di Valeria Debbia
Felice Evacuo

Felice Evacuo, leggendario bomber del Benevento, è intervenuto nel corso di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, per un'analisi approfondita della situazione attuale del campionato di Serie C. 

Il Benevento è ormai a un passo dalla Serie B. Una Serie B che il Vicenza conquisterà probabilmente nel giro di una settimana. Per il Benevento servirà forse un pochino più tempo, ma al momento sembra la squadra senza rivali nel Girone C.

"In questo momento la classifica recita +12, quindi credo che il Benevento abbia fatto un bel distacco dal Catania, che secondo me nelle ultime gare è stato un po’ sfortunato soprattutto da un punto di vista realizzativo e purtroppo ha ceduto il passo. Il Benevento questa settimana ha fatto tre vittorie, di cui due fuori casa e una nello scontro diretto: ha meritato ampiamente di essere primo. È normale che il campionato non sia terminato perché ci sono ancora giornate da disputare, però il vantaggio è davvero ampio e basta gestire per portare a casa il primo posto".

Quanto ha inciso secondo te lo scontro diretto vinto proprio contro il Catania? Perché forse è stato proprio quello lo spartiacque della stagione.

"Sicuramente era una gara decisiva ai fini del primo posto: si incontravano le due squadre migliori del campionato, quelle che hanno dimostrato di avere più continuità durante il percorso. Aver vinto lo scontro diretto è stato forse la mazzata definitiva per staccare ulteriormente il Catania. Poi come ti dicevo prima, il Benevento in questa settimana ha fatto tre vittorie: ha vinto lo scontro diretto e due partite fuori casa contro Potenza e Sorrento, due campi ostici. Ha dimostrato tutto il suo valore e soprattutto è riuscito nei momenti chiave della stagione a essere incisivo, portando a casa vittorie. Sono quelle piccolezze che poi piccolezze non sono, perché alle volte anche un punto può fare la differenza. Forse questo lo ha dimostrato la Salernitana, che era partita in rampa di lancio e sembrava potesse essere la candidata per la vittoria finale, ma ormai per i granata sembrano esserci solo i playoff per andare in Serie B".

È vero che se sarà Serie B poi nessuno si ricorderà come ci è arrivata, perché conta il risultato, non come lo ottieni. Ma come sappiamo i playoff non sono mai facili.

"Purtroppo secondo me è una rosa di altissimo valore negli uomini: ci sono giocatori che questa categoria l’hanno fatta e l’hanno vinta. Quindi a livello assoluto della rosa è sicuramente una delle migliori. Però è stata discontinua nei risultati, forse non ha mai trovato l’alchimia giusta. A volte queste cose tra pubblico, società e squadra se ne risente quando non c’è l’alchimia. Cosa che invece a Benevento quest’anno si è creata fin dall’inizio. Credo che alla Salernitana sia mancata continuità, però per valore di rosa è una buona rosa e nei playoff è una di quelle squadre che potrà dire la sua".

Si può dire però che in casa Benevento l’arrivo di Floro Flores ha cambiato in positivo la stagione. Nulla da togliere al precedente tecnico (Auteri, ndr), ma forse Floro Flores è stato l’uomo giusto al momento giusto.

"Guarda, questo argomento se ne è parlato nel momento del cambio. In un’intervista proprio con voi dissi che Floro Flores è un allenatore che ha valori tecnici importanti: l’ho visto allenare anche nella Primavera, ha un’idea di gioco, di impostazione. Bisognava capire come si approcciava alla prima squadra, al mondo dei grandi. A distanza di 4-5 mesi da quel momento Floro Flores ha risposto alla grande: è riuscito non solo a entrare in punta di piedi in una situazione già positiva – perché la squadra esprimeva un buon calcio, giocava bene – ma ha saputo incidere con il suo lavoro. Ha cambiato modulo, ha proposto qualcosa di diverso rispetto a prima e sicuramente la gestione è stata fondamentale. Guardando la classifica marcatori, il Benevento ha portato 4-5 giocatori alle soglie dei 10 gol: questo è stato decisivo per vincere il campionato. Quando hai tanti giocatori che portano gol davanti e riesci ad alternarli nel modo giusto facendoli esprimere tutti allo stesso livello, è un merito grandissimo dell’allenatore".

Non mi stancherò mai di dire che tra gli elementi che stanno brillando in casa Sannita c’è uno di cui forse si parla poco: Davide Lamesta.

"No vabbè, Lamesta è stato uno di quelle 4-5 bocche di fuoco del Benevento quest’anno. Portare in doppia cifra Salvemini, Manconi, Tumminelli, avere giocatori che arrivano a 7-8 gol come Lamesta, Mignani, lo stesso Pierozzi che è un esterno ma quest’anno da un punto di vista realizzativo è stato spesso decisivo… credo che questo sia merito assoluto dell’allenatore. Significa che ha saputo gestire bene le cose".

Allora io ti porto dalla parte opposta della graduatoria: vado a leggere la zona retrocessione/playout del Girone C. Inizia il Picerno a quota 31 punti, poi il Giugliano quartultimo a 28, il Siracusa a 24, il Trapani penultimo a 23 e chiude il Foggia con 22 punti. La particolarità è che c’è un Siracusa con 6 punti di penalizzazione e un Trapani che è riuscito a toccare addirittura -20. Felice, ci sono oggettivi problemi in Sicilia. Salvare la stagione non sarà la cosa più semplice quest’anno.

"I problemi ci sono, è evidente. Avere un -20 in classifica fa capire che ci sono stati grandi problemi gestionali, soprattutto per un presidente che i soldi ce li ha e li ha messi. Quindi a volte non riesci a capire come possano succedere queste cose anche in società che all’inizio puntavano a vincere il campionato e hanno fatto un mercato importante con giocatori forti per la categoria che guadagnano tanto. Il nodo della questione, soprattutto per la Serie C, non è tanto il numero delle squadre ma sono i regolamenti. Perché sia società con presidenti facoltosi poi si ritrovano nelle stesse situazioni. Sicuramente non è un bel vedere, soprattutto perché Trapani come squadra e come città meritava un campionato totalmente diverso. Purtroppo ci ritroviamo in questa situazione. Non è la prima volta, non credo sarà l’ultima a meno che non ci siano certezze decisive da un punto di vista regolamentare. E ripeto: non dal numero delle squadre, perché queste cose capitano sia a proprietà importanti (mi viene in mente anche la Triestina, dove comunque sono -23 ma sono stati investiti milioni e milioni di euro). Quindi è più un problema gestionale che del numero delle squadre".

Si parla tanto di riforma ma alla fine siamo sempre al solito punto: la riforma difficilmente si fa, sembra che non interessi a nessuno attuarla concretamente.

"La riforma è sempre difficile da fare perché per farla efficace bisogna toccare gli interessi di qualcuno: a cominciare dalla Serie A, passando per la B e finendo all’ultima delle categorie professionistiche della C. Ognuno, forse anche giustamente, dipende dal suo orticello. Quando bisogna cedere qualcosa nessuno lo fa ben volentieri. Vedo che la riforma sia difficilmente attuabile a meno che non parta dall’alto e venga imposta ai club. Fare una riforma come sarebbe giusto nel calcio italiano significherebbe toccare gli interessi di qualcuno e sappiamo bene che quando succedono queste cose – soprattutto se riguardano grandi club o la Serie A e talvolta la B – nessuno è disposto a cedere il suo pezzettino. È sicuramente una riforma difficile ma che negli ultimi anni secondo me si è resa molto necessaria. Purtroppo in Italia sembra difficile parlare di sistema calcio nel suo complesso: ognuno guarda il suo orticello".


A TUTTA C con Claudia Marrone. Ospite: Felice Evacuo
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