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Cannella: "La Salernitana sembra il Catania dell'anno scorso"

di Giacomo Principato

Giuseppe Cannella, direttore sportivo dal vasto curriculum, sulle pagine del quotidiano La Città guarda alla sua ex Salernitana: "Il campionato è equilibrato e i valori si stanno delineando. Benevento e Catania hanno più continuità di Salernitana e Cosenza. Il girone C è piuttosto complicato, con pressioni superiori agli altri due raggruppamenti. Avere un anno in più alle spalle per impostare la risalita è un vantaggio, anche per questo non sottovaluterei la Casertana che rappresenta una piacevole sorpresa. Conosco benissimo la piazza di Salerno. Altri tempi, altro calcio. La Salernitana sembra il Catania dell’anno scorso: grandi ambizioni, ottimo avvio e poi discontinuità e calo progressivo. Ambientarsi in C dopo una retrocessione non è mai semplice, anche perché in estate c’è stato l’obbligo di allestire una rosa competitiva cedendo contestualmente tutti gli esuberi. Si fa fatica a trovare la mentalità giusta, anche sul mercato si complica tutto quando sullo stesso obiettivo si fiondano realtà come Vicenza o Brescia che sono pronte a investire".

Qualche perplessità sulla scelta di Giuseppe Raffaele per la panchina granata: "Considerazione giusta. Nulla contro Raffaele, allenatore che nel recente passato ha fatto bene, ma le pressioni cambiano quando devi vincere per forza. Il Benevento ha puntato su un giovane come Floro Flores come accaduto ad Avellino con Biancolino, ma parliamo di un professionista che già lavorava per la società. Buscè è emergente, ma l’anno scorso ha vinto la coppa Italia a Rimini. L’esperienza fa sempre la differenza. Toscano ha conquistato la promozione a Novara, a Reggio Calabria, a Cesena. Evidentemente tra Faggiano e Raffaele c’è un ottimo rapporto e ha ritenuto che fosse un tecnico pronto per Salerno a prescindere dal palmares. Io portai Sonzogni, Rossi e Colomba che non avevano un passato ruggente e sappiamo tutti quante soddisfazioni ci siamo tolti".

Qualche considerazione sul calciomercato e le difficoltà che incontra un DS: "Tempo fa dissi che fu un errore cedere Bonazzoli e oggi non ho più rapporti con Petrachi. Proprio per questo premetto che non voglio fare polemica. Faccio un discorso generale: anche l’anno scorso la Salernitana ha adottato una politica simile, con rivoluzione totale e via-vai di giocatori. Sappiamo tutti come sia andata a finire. Assimilare 22-23 calciatori nuovi assieme sarebbe difficile anche per il più grande maestro di calcio. Sarebbe stato miracoloso ritrovarsi ancora più in alto in condizioni del genere. Io avrei puntato su giovani interessanti con qualche elemento d’esperienza, Salerno è una piazza che nessuno rifiuta e non è detto servano risorse economiche esagerate".

La sessione di gennnaio procede senza i sussulti che la piazza sperava: "Il mercato di gennaio è sempre un’incognita, ancor di più se non si sa ancora quale strada prendere con l’allenatore visto che il pareggio, se devi vincere la C, è quasi una mezza sconfitta. E se metti in preventivo un cambio di guida tecnica non puoi non essere condizionato al momento degli acquisti. Faggiano ha ragione a non voler sconfessare le proprie scelte, ma ora Benevento e Catania hanno un margine non indifferente e non sono squadre che perdono due partite consecutive. Ci sono i playoff, lì te la giochi. Poi nel calcio può accadere di tutto".