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Binda: "Non servono regole più severe, ma cause civili su chi crea i danni"

di Valeria Debbia
Nicola Binda

Nicola Binda, giornalista de La Gazzetta dello Sport, ha espresso sul suo profilo social il suo parere sui problemi che attanagliano la Lega Pro, dopo l'ennesima penalizzazione inflitta ai danni del Trapani.

"Vi invito a una riflessione.

Quando un club di C (o di B…) va in difficoltà e viene sanzionato per inadempienze finanziarie, spesso la prima reazione è contro le istituzioni: “perché è stato iscritto” ecc…

Pochi capiscono che il problema, in realtà, l’ha creato quello stesso club.

E giù invettive contro Figc, leghe e organi di controllo… Vabbè

Oggi abbiamo un’altra federazione che, di fronte a un club che palesemente non rispetta le regole, giustamente interviene e lo sanziona in maniera pesante.

Allora mi chiedo: dove sta la differenza?

Chi crede ancora alla favola dei complotti e delle persecuzioni ad personam?

Il problema sono le istituzioni e le loro regole, oppure lo sono certi club (o meglio: certe proprietà) che dalla sera alla mattina scappano dagli impegni e mettono a repentaglio le competizioni e l’immagine delle categorie?

Ribadisco la mia teoria: non servono regole più severe, ma occorre dare la possibilità di rivalersi con cause civili su chi crea tutti questi danni. Così magari ci pensa due volte prima di impegnarsi in una cosa più grande di lui…",


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