Allegretti: "Triestina? La penalizzazione ha reso tutto complicato"
Fonte: Intervista a cura di Raffaella Bon
La stagione della Triestina si è chiusa con una retrocessione pesante, arrivata tra difficoltà sportive e problemi societari che hanno segnato profondamente il percorso degli alabardati. A fare il punto è l’ex tecnico del Chievo, e in passato giocatore della Triestina, Riccardo Allegretti, che ha analizzato i principali momenti della stagione ai microfoni di TuttoC, soffermandosi sulle penalizzazioni, sull’andamento della squadra e sulle prospettive future della piazza giuliana.
Ti aspettavi una retrocessione così anticipata?
"Che ci fossero problematiche lo si era capito fin dal principio, vista la partenza tardiva e una rosa inizialmente incompleta. Poi però è stata la penalizzazione a rendere tutto ancora più complicato".
Quanto hanno pesato le penalizzazioni in classifica sulla stagione della Triestina?
"Hanno pesato moltissimo perché i punti tolti erano davvero tanti e hanno inciso inevitabilmente sul percorso della squadra".
Secondo te la squadra avrebbe potuto salvarsi senza i punti di penalizzazione?
"Fino al mercato di gennaio la squadra aveva individualità importanti e secondo me avrebbe potuto giocarsela con le altre".
Qual è stato il momento in cui hai capito che la stagione era compromessa?
"Nel momento in cui ho letto del -23 in classifica era evidente che serviva un miracolo, soprattutto con una rosa ristretta".
Quanto hanno inciso i problemi societari e amministrativi sul rendimento della squadra?
"I punti di penalizzazione hanno inciso molto. I problemi possono condizionare anche le scelte dei singoli, ma per esperienza posso dire che quando si scende in campo lo si fa sempre per vincere e mettersi in mostra".
Secondo te la situazione fuori dal campo ha condizionato lo spogliatoio?
"Quando ci sono problemi di questo tipo diventano inevitabilmente argomento quotidiano. Però giocare a calcio deve avere alla base il piacere e l'ambizione".
Cosa non ha funzionato nella gestione del club negli ultimi anni?
"Non ho le competenze per poter dire quali siano stati gli errori gestionali. Di certo vedere la Triestina in Serie D è un grande dispiacere".
La rosa era competitiva per la categoria o mancava qualcosa?
"Come dicevo, fino al mercato di gennaio non era affatto inferiore alle altre squadre".
C’è stata una partita o un periodo chiave che ha segnato il destino della stagione?
"Le otto sconfitte in dodici partite nel periodo di mister Tesser hanno segnato molto la stagione. Con qualche vittoria in più il discorso mentale sarebbe rimasto più aperto".
Quali errori tecnici o tattici hanno pesato di più?
"Gli errori fanno parte del gioco, ma in una situazione del genere non era facile creare un muro davanti a tutti i problemi che c’erano".
Cosa serve alla Triestina per tornare subito tra i professionisti?
"Serve chiarezza, programmazione e tanto lavoro. A Trieste bisogna lavorare sull’ambiente tanto quanto sul campo".
Secondo te la piazza di Trieste può ripartire rapidamente dopo una retrocessione così pesante?
"Trieste è una realtà importantissima che può dare tanto al calcio. Servono però le condizioni giuste per ripartire".
Che messaggio vuoi mandare ai tifosi alabardati dopo questa stagione difficile?
"Io sono un tifoso della Triestina, quindi come tutti spero in una pronta ripartenza. Bisogna ripartire a testa bassa, con serietà e impegno".