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LIVE TC - Ghirelli: "Sgravi fiscali? Andranno in investimenti per i giovani"

di Redazione TC
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Francesco Ghirelli
Francesco Ghirelli

Tutto nacque il 13 luglio 1959 con Artemio Franchi. 60 anni di storia, di sfide, di passione, di campioni, di futuro. Ad un mese dalla data che segna la nascita della C, il 13 giugno alle 14,30, parte il countdown di un compleanno speciale, con il forum all’ANSA “Il calcio siamo noi/Sessanta anni di serie C e d’Italia”. Interviene il Presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. Un viaggio guidato da Piercarlo Presutti, Capo Sport ANSA con Matteo Marani, Vicedirettore Sky Sport, attraverso i ricordi della C che è Cuore, Coraggio e Passione.

15.28 - Termina qui il Forum dell'ANSA.

15.21 - Francesco Ghirelli sulle Universiadi e non solo: "C'è la gestione della Lega Pro nella Nazionale Universitaria. Io non sono scaramantico: le Universiadi si giocano in Campania, dal 2 al 14 luglio. Il 13 ci sarà la finale, quando ci sarà l'anniversario della Serie C. Infantino verrà a Palazzo Vecchio. Il 12 agosto, anniversario della morte di Franchi, faremo un pellegrinaggio alla tomba, poi andremo allo stadio Franchi di Firenze, poi ci sposteremo a Castelnuovo Berardenga e poi a Siena, dove ci sono i 3 stadi intitolati a Franchi. Chiederemo al Palio di dedicare un omaggio a Franchi. Noi siamo il calcio delle tradizioni. Vorremmo fondare il club dei 100: quegli allenatori e calciatori che negli stadi verranno accolti con l'onore e il cerimoniale che si meritano".

15.17 - Matteo Marani torna a fare un excursus storico: "Negli anni '90 la Serie C dimagrisce e si riduce, con Giancarlo Abete. In questi anni succedono cose importanti. La C è il campionato dove si sperimentano i playoff e i playout, oltre ai 3 punti, che passano all'inizio come qualcosa di blasfemo. Nel 2006 il calcio italiano vive il momento tragico di Calciopoli e vinciamo i Mondiali con a capo della spedizione proprio Abete. Poi diventerà presidente federale. Momento meraviglioso per il calcio italiano: Materazzi e Grosso, gol decisivi, provengono dalla Serie C".

15.13 - Francesco Ghirelli sul futuro degli eSports: "2 miliardi di ragazzi giocano. Stanno per approdare alle discipline olimpiche. Il preparatore della Nazionale di Beach Volley prepara i ragazzi degli eSports. E' una disciplina e c'è una regola: non devono superare le 3 ore davanti alla console. Noi abbiamo fatto una esperienza. Andiamo in questa direzione perché quando guardiamo gli stadi vediamo tanti giovani ma anche capelli bianchi. Molti giovani non conoscono le squadra di Serie C. Per questo serve lo streaming: perché i giovani decidono loro quando utilizzare il mezzo. Noi dobbiamo colpirli con l'emozione. Con eSports facciamo questo percorso, con la maglia della squadra e lo stadio. Lo abbiamo fatto a Pordenone. Dobbiamo misurarci con le nuove generazioni, sapendo che lo facciamo perché il calcio ora è diverso. I giovani di oggi hanno domande diverse da noi: se non impariamo il loro vocabolario, diventiamo i templari di un tempio che rischia di morirci tra le mani. Papa Francesco ha fatto un incontro coi ragazzi e ha posto la domanda: come si spiega la felicità ad un bambino? Gli si dà un pallone tra i piedi, e quella è la felicità".

15.10 - Francesco Ghirelli sulle seconde squadre: "E' uno degli asset per dare una mano alla Nazionale Italiana nella formazione dei giovani calciatori. Se le seconde squadre servono a fortificare quel processo, io ai miei nipoti dico: 'Obbedisco!'. Non posso togliere la possibilità di essere felici. La Serie A non ha più alibi, ma il progetto stenta a venire avanti. La Juve è l'unica. Forse la Serie A deve cominciare a mettere la Nazionale al primo posto dei suoi pensieri. E' triste che non si ragioni in termini di sistema".

15.08 - Francesco Ghirelli sugli stadi: "Noi costruiamo stadi enormi lontanissimi, mentre la TV ci avvicina alla panchine. Qui sbagliamo. Noi calcoliamo gli stadi sulle presenze, come contenitore. Ma comincia ad esserci un altro rapporto con lo stadio. Noi siamo partiti ricordano gli anni '60 quando eravamo l'avanguardia, mentre negli anni '90 siamo diventati la retroguardia".

15.05 - Si torna a parlare di storia con Matteo Marani: "La Serie C vive gli anni più belli negli anni '80, così come il calcio italiano con l'arrivo di gente come Maradona, Zico... Un ciclo magnifico. Baggio e Signori provengono dalla C. Questo periodo si chiude con il gol dell'Argentina a Napoli, sull'uscita incauta di Zenga. Siamo già negli anni '90. E sta già arrivando Tangentopoli".

15.02 - Sempre Francesco Ghirelli: "Foggia? E' una grandissima realtà calcistica, io sono intervenuto allora perché è insopportabile che non si siano attese le decisioni. Se si rompe il tessuto connettivo che avvicina la gente al calcio, se non si esce dall'aula del tribunale, bisogna capire che il giocattolo rischia di rompersi. C'è il Colosseo non molto lontano: quello è stato il più grande spettacolo dell'umanità. Noi abbiamo 130 anni di storia, ma nei nostri stadi non ci andrà nessun turista. Io andavo con mio padre al campo sportivo, non mi ha dato in mano un telecomando. Dobbiamo far conoscere l'emozione. A Foggia c'è stato il rischio di interrompere l'emozione: per questo sono intervenuto".

14.58 - Si parla di iscrizioni e format con Francesco Ghirelli: "Ci saranno tre gironi l'anno prossimo, ma fino a sabato penso a concludere bene questo campionato. Bisogna poi vedere chi si iscriverà. Di certo sarà un'occasione incredibile l'anno prossimo. Avremo un campionato straordinario: si sono innestate squadre che sono delle favole, come Picerno e Pianese, più grandi piazze come Avellino, Bari, Cesena e Venezia. Il semiprofessionismo? Noi potremo essere un modello per il calcio femminile. Io sto cercando di convincere i miei presidenti a fare la Lega al femminile. Siamo andati al Mondiale, ci sono 100mila tesserate, è difficile con questi numeri. Abbiamo avuto l'esplosione di 4-5 grandi squadre, ma mancano le calciatrici: noi possiamo essere la formazione del calcio femminile. Il 50% degli sponsor nel mondo attendono il femminile: ci sono tutte le condizioni per andare in questa direzione. Non è calcio? Svegliatevi! Andate a vedere i numeri: i biglietti non si trovano più in Francia. I livelli televisivi sono enormi. A volte penso che i maschietti hanno paura delle donne".

14.53 - A Francesco Ghirelli viene chiesto del Trapani e il presidente fa poi un discorso più ampio: "Andrò a vedere la finale sabato, così come sono andato a Trieste. Sarò a Trapani, così come ho visto l'andata a Piacenza. Sono due squadre forti che se la giocheranno. Il fattore campo incide ma non in modo determinante. Spero e mi auguro sarà una grande partita, fatta di sportività. Di Trieste racconto due episodi: mezz'ora prima che iniziasse la partita io coi due presidenti abbiamo percorso lo stadio insieme. Qualcuno aveva timore della reazione delle curve, invece sono arrivati gli applausi. Questo è il calcio: bisogna avere il coraggio di attraversare le frontiere. Inoltre c'erano moltissime persone e la cerimonia di premiazione si è svolta in uno stadio senza barriere, con 17mila tifosi della Triestina che vivevano la loro amarezza. Qualche anno a Foggia non ci era riuscito. Calciatori che non prendono lo stipendio o in grande ritardo? Quelli di Trapani stanno dando un esempio di sportività. Anche i ragazzi della Lucchese nei playout. Ma il prossimo anno non succederà una cosa del genere. Alla fine di dicembre abbiamo fatto la vera riforma più innovativa: dopo 2 bimestri di mancati pagamenti, si uscirà dal campionato".

14.48 - Si torna a parlare di storia con Matteo Marani: "Il calcio mette i semi per uscire dal periodo buio degli Anni 70, Nel '78 accarezziamo l'idea di vincere i Mondiali: è un anno di ripartenza per il calcio italiano, che è ancora chiuso a livello di frontiere. Bernardini fece l'operazione Piedi Buoni, con la convocazione di un giocatore di Serie C: questa cosa mi ricorda Mancini che ha deciso di portare Zaniolo in Nazionale. Tanti giocatori di Serie C hanno fatto la storia del calcio italiano partendo dalla C. Chinaglia, Tardelli... Il 1978 è anticiclico e cambia il corso della storia. La C ha un grande ruolo: ha il coraggio di investire e riuscirà per anni a reggere il campionato. Nel 1982 quando l'Italia arriva a vincere il Mondiale usciamo dagli Anni di Piombo".

14.46 - Cosa pensa il presidente Francesco Ghirelli delle squadre che non riescono ad iscriversi alla Lega Pro? "Io sono anziano e mi ricordo solo che abbiamo riempito gli stadi. Per evitare quella cosa non c'è bisogno di regolamenti nuovi, i regolamenti già c'erano".

14.41 - Finalmente si parla degli sgravi fiscali e della minaccia di stato di agitazione con il presidente Francesco Ghirelli: "Noi siamo con il calcio italiano e con la Serie C a un passaggio di riforma epocale. Ne siamo obbligati perché dobbiamo rimettere in sicurezza il calcio italiano. Questo ha portato ad un desiderio e ad una spinta di dare una caratterizzazione alla Serie C: con l'immagine del pullmino che aggrega ragazzini al campo sportivo facciamo due cose, insegniamo il calcio e li togliamo dalla strada, facendo presidio sul territorio. Contemporaneamente vogliamo formarli. Per reggere le sfide bisogna fare strutture e dare prospettive ai ragazzi. Ci vogliono quindi risorse. Me lo devono dire: cosa vogliamo essere? Mi chiedono spesso come facciamo a reggere in questo paese scassato: qui c'è un reticolo di professionisti sul territorio, ma vogliamo tenere questo tessuto? Vogliamo che una parte delle risorse date al Fisco, tornino alle società senza mettere un euro in tasca ma per i giovani. Con quei soldi si faranno investimenti per i giovani. Così do lavoro e metto in moto consumi. Un circuito virtuoso che si è interrotto perché? Vorrei saperlo. Ieri sera abbiamo scoperto che questo percorso non c'è più. Ci si ragioni".

14.38 - Torna a parlare Francesco Ghirelli: "Nel 1960 ci sono le Olimpiadi di Roma che comportano grandi cambiamenti: c'è l'esplosione televisiva. Per la prima volta c'è un Villaggio Olimpico. Gli atleti vivono insieme, attraversando l'esperienza insieme. Si costruisce un percorso".

14.35 - Interviene quindi Matteo Marani: "Franchi appena 37enne, uomo di grande cultura, ha portato nel sistema calcio italiano un concetto di cultura, di profondità che questo mondo non aveva. Il 1959 è un anno determinante: il Papa apre il Consiglio Ecumenico, è un periodo di grandi riforme. E anche il calcio pure le ha. Non ci stancheremo mai di parlare della grandezza di Franchi. Insieme a lui abbiamo scelto l'immagine di Antonio Segni, che marca un momento decisivo. Il presidente del Consiglio sarà Aldo Moro. Nel 1959 esce anche 'La Dolce Vita' di Fellini, girato non lontano da qui: è simbolo di quel periodo. 1958-1963 sono i cinque anni d'oro dell'Italia. La Lira viene votata come moneta mondiale. Il 1959 è un anno bellissimo per l'Italia. Apre Coverciano e chi lo apre? Artemio Franchi".

14.30 - Parte il forum dell'ANSA con un video che riassume tutte le emozioni dei playoff di Serie C. Poi prende la parola Francesco Ghirelli: "Cos'era la Serie C quando è nata? Era Artemio Franchi. Firmò un atto e istituisce la Serie C a Firenze, una città simbolo di quello che sarà la Serie C. Firenze è la città simbolo dei comuni d'Italia, con le grandi emozioni che ci danno. Radicati sul territorio, con la difficoltà di diventare nazione. Franchi fa una cosa straordinaria: ha intitolato lo stadio di Firenze e di Siena. Franchi riesce a superare le rivalità storiche. E' stato il più grande dirigente, ma è stato anche preveggente. Si è posto i problemi 60 anni prima".

14.23 - Stamattina il presidente Ghirelli ha lanciato la bomba: "Siamo in stato di agitazione, non so se inizierà il campionato". Vedremo se il forum che inizierà a brevissimo sarà l'occasione per puntualizzare quanto sta accadendo in Lega Pro.


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