Cornacchini: "A Gubbio ho ritrovato un Casiraghi diverso"

di Nunzio Danilo Ferraioli
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Cornacchini, foto archivio
Cornacchini, foto archivio

Lunghissima intervista quella concessa dall'ex tecnico del Gubbio, Giovanni Cornacchini (in foto) ai microfoni di Rtv Sm. Queste le sue parole così come raccolto da gubbiofans: "Intanto voglio ringraziare lo stesso la società che mi ha dato l'opportunità di allenare. In particolare parlo del presidente Notari che ha fatto tanto e meritava una salvezza anticipata. Non arrivare all'ultima giornata per salvarsi. Qualche errore da parte mia chiaramente c'è stato. Ma soprattutto sulle scelte. Mi dispiace anche dirlo. Parlo di un calciatore che io ho voluto assolutamente: mi riferisco al Casiraghi della situazione. L'ho allenato ad Ancona e quindi è un buon calciatore. Mi sono reso conto che nel momento in cui tu lo vuoi e invece questo ti fa soffrire un po', in certi casi devi mollare alla fine. In questo caso qualche scelta l'ho sbagliata. Questa è una di quelle. A livello fisico c'è stato qualche infortunio di troppo. Quando fai delle scelte sbagliate e fai degli sbagli così importanti poi ne paghi le conseguenze. Come quella che ho pagato io, sono riuscito ad allenare solo cinque partite in campionato. Probabilmente quest'anno la squadra ha fatto meno in base alle qualità che poteva avere. Però sono successe tante cose. Quando si fanno delle scelte con calciatori che avevano giocato poco l'anno prima. Pensavo e ritenevo che era solo questione di tempo. C'erano giocatori importanti come Marchi che erano partiti con delle difficoltà. Marchi per questa categoria è un lusso, di sicuro uno degli attaccanti più forti che ci sono nella categoria. Se il Gubbio si è salvato deve molto a lui. Però all'inizio ha fatto fatica perchè l'anno prima aveva giocato molto poco (alla Reggiana ndr). Ad esempio Pedrelli l'ho voluto io: la stessa cosa, aveva giocato molto poco. Insomma ci sono stati dei calciatori che per un motivo o per un altro hanno avuto delle difficoltà. Sapevo di tutto questo e avevo già accennato la cosa. Io ho scelto solo due o tre calciatori. La realtà è che ho voluto Marchi perchè è di categoria superiore. Poi Pedrelli idem, ma ha avuto problemi fisici. Ho portato Cazzola perchè è un calciatore importante. Ma altri calciatori già c'erano. Non ne ho portati tanti. Ma non rifarei alcune scelte. Non sono riuscito infatti a portare tutti i miei collaboratori, tranne Tasso (Renzo, il vice ndr). Mentre volevo portare Ragnacci (preparatore atletico ndr) ma non ci sono riuscito. Ma la responsabilità è la mia e ho pagato. Ribadisco, posso solo parlare bene del Gubbio società: disponibile e solida. Ma è una società che non ha avuto pazienza. Ne ho sentite tante sui moduli. A me piace una squadra che faccia più moduli e cambi in corsa: un pensiero che ho da tanti anni. É una mia idea di calcio. E con me Casiraghi ad Ancona faceva tutto: calciatore duttile e umile. Però me lo sono ritrovato diverso. Ora la mia idea di calcio resterà sempre, mentre certe scelte non le farò più".


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