Vincenzo Aridità ❤ Stefania Berardi

di Claudia MARRONE
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Vincenzo Aridità, portiere classe 1985 attualmente in forza alla Sambenedettese, squadra con la quale è fresco di rinnovo contrattuale. Perché il guardapali nella sua carriera è abituato a lunghe esperienze nelle città dove milita, e tra queste si registra sicuramente quella con il Lanciano, che ha guidato fino alla storica promozione in Serie B; ma Lanciano non gli ha regalato solo gioie professionali, ma anche private. È infatti li che conosce sua moglie Stefania Berardi, che ai lettori di TuttoLegaPro.com racconta la loro storia d’amore, la storia di due ragazzi “della porta accanto” che con semplicità e umiltà si stanno facendo voler bene ovunque.

Stefania, partiamo dalle origini: come vi siete conosciuti tu e Vincenzo?

“Ci siamo conosciuti al suo arrivo a Lanciano, nel 2008, io avevo un’agenzia immobiliare e lui mi aveva vista in bar proprio al termine di un appuntamento di lavoro, ma devo dire che io inizialmente l’ho fatto un po’ penare, lo tenevo a distanza avendo magari un po’ il pregiudizio del calciatore. Ma conoscendolo ho scoperto una persona stupenda, con sani principi e molto matura, quindi tutto è passato in secondo piano, e quasi subito siamo andati a convivere, fino poi ad avere Manuel, nostro figlio, di 6 anni. Poi il matrimonio…e adesso la prima uscita da Lanciano, dove era rimasto per lungo tempo”.

Effettivamente sei stata molto fortunata ad averlo a casa per tanti anni. Ma adesso lo hai seguito a San Benedetto del Tronto?

“Si, io e Manuel siamo andati con lui, e devo dire che inizialmente non è stato semplice, anche perché il bimbo iniziava la scuola, la prima elementare, e quindi qualche pensiero c’era. Ma qui ci siamo ambientati subito benissimo, stiamo davvero bene in tutto l’ambiente, e per me non è neppure stato un peso lasciare il mio lavoro: sapevo che sarebbe potuto arrivare questo momento, ma credo che sia più importante tenere la famiglia sempre unita”.

Visto che parlavi di bambini…che tipo di padre è tuo marito?

“E’ un padre molto presente, anche se a tratti esigente, per lui il rispetto e l’educazione vengono prima di tutto, e a Manuel ha insegnato da subito questi concetti. Però non fa mai mancare nulla al piccolo, anche se non ci gioca mai a calcio! (ridiamo, ndr) Dice che non vuole influenzarlo…ma il bimbo già gioca, e segue molto anche il padre”.

Una famiglia di calciatori! Ma a te piace il calcio?

“Prima di conoscere mio marito lo seguivo senza troppo interesse, magari solo la Serie A perché la seguivano in famiglia, ma ormai il calcio è diventato anche la mia passione. Tanto so già che appena finirò con mio marito inizierò con mio figlio…”. 

Quindi dai, ti risparmio la domanda sulla regola del fuorigioco…

“Ma si, andiamo oltre! C’è già mio figlio che mi interroga sempre per vedere se l’ho capita, ma giuro che la so!”.

In piena solidarietà femminile, mi fido sulla parola…e ti lascio alle interrogazioni di tuo figlio! (ridiamo, ndr) Ma dicci: quali sono invece pregi e difetti di tuo marito come uomo?

“Sa essere molto affettuoso, alle volte gli basta un piccolo gesto o una parola al momento giusto, ed è molto riservato, aspetto che a me piace tanto. Però è di poche parole, e anche se ha tanti pregi, e di difetti pochi, alle volte vorrei che si confidasse di più, che fosse un pochino più aperto”.

Ma visto che è di poche parole…la proposta di matrimonio hai dovuto farla tu???

“No, quella l’ha fatta lui! Avevamo prima deciso di avere Manuel, e dopo tre giorni dalla sua nascita me lo ha portato con una maglietta indosso che portava la scritta “Vuoi sposare papà?”…e così il 24 giugno del 2012 ci siamo sposati”.

Qual’è stato invece il regalo più bello che ti ha fatto?

“Sono banale se dico che il regalo più bello me lo fa ogni giorno donando a me e a nostro figlio tanto amore? Di regali materiali non ce ne facciamo molto, a me non piace il regalo solo per le ricorrenze, preferisco magari piccolo sorprese in giorni qualunque. Però se devo scegliere qualcosa, dico che il più bello è stato l’anello che mi ha regalato quando è nato Manuel: mi fece trovare la scatolina dentro la carrozzina del bimbo: un gesto di troppo emozionante”.

Però, lato dediche dal campo, le mogli dei portieri son sempre le più sfortunate…

“E’ la cosa che dico sempre io! (ridiamo, ndr) Hai proprio centrato il punto… e a lui l’ho detto tante volte che almeno un rigore parato, visto che ne pari tanti, potrebbe pure dedicarmelo! A parte gli scherzi, capisco che per un portiere non sia semplice la dedica, anche perché non sempre, nel momento di un rigore parato, c’è il tempo di esultare, non sempre il gioco si ferma”.

Venendo invece alla vita di coppia, il calcio l’ha mai influenzata?

“Il calcio è il suo lavoro, noi siamo la sua vita. E’ chiaro che si devono fare sacrifici e rinunce, ma lui è molto dedito alla famiglia e anche oculato nelle scelte. Ci vuole pazienza a condividere la vita con un uomo di sport, non tutti sono nelle condizioni agiate di Messi o Cristiano Ronaldo, ma non abbiamo mai risentito di niente, anche grazie alla sua maturità: con il bimbo siamo più vincolati nelle scelte, e a questo Vincenzo pensa, ma non ci sono mai stati problemi. Anzi, qui, come dicevo prima stiamo benissimo, firmerei un contratto a vita per stare qui!”.

Intanto è arrivato il rinnovo di un anno…

“E’ stata proprio una grande soddisfazione, anche per chi ci ha conosciuto in questi mesi, non solo per noi, ci siamo davvero integrati bene qui. Certo, pensare che Manuel possa finire qui le elementari è dura, sono cinque anni, ma intanto godiamoci questi momenti e quelli che verranno”.

Qual’è stato il momento più bello della sua carriera?

“Sicuramente l’anno della promozione in Serie B con il Lanciano, è coinciso anche con l’anno del matrimonio, era la stagione 2011-2012, quindi la festa fu doppia: il lavoro non incide molto sul privato, però è ovvio, e questo capita con tutti i lavori, che quando c’è serenità su quello si sta tutti meglio. Quella della promozione fu una festa storica, il Lanciano non era mai nemmeno stato tra i Cadetti, e ricordo che al matrimonio vennero a salutarci anche tanti tifosi. Davvero una bellissima stagione, con un grande gruppo”.

C’è qualcosa in particolare che vuoi dirgli tramite questa intervista?

“No, tanto quello che devo glielo dico tutte le sere! Anzi, una cosa da dirgli c’è: io non mi intrometto mai nel suo lavoro, credo sia giusto che sia lui a far le scelte e me ne tengo fuori, ma voglio dargli grande merito per tutta la sua carriera. E sono molto felice che si stia facendo valere anche con la Samb per quello che è davvero. Spero che tutto possa finire bene, fino in fondo al suo percorso”.

 


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