Mirko Drudi ❤ Chiara Alessandrini

di Claudia MARRONE
articolo letto 4813 volte
Foto

Mirko Drudi, difensore classe ’87, da poco in forza al Lecce, dove si appresta a vivere una nuova avventura in una stagione sicuramente molto importante, nella quale si gioca la possibilità di tornare in Serie B dopo le due presenze con la maglia del Cesena agli inizi della carriera. Carriera che finora non lo aveva visto mai particolarmente lontano dalla sua nativa Emilia-Romagna, ma che adesso lo ha catapultato in Salento, dove sicuramente non gli mancherà – alle volte più da vicino altre un pò a distanza - l’appoggio essenziale della bella e simpatica compagna Chiara Alessandrini, che ai lettori di TuttoLegaPro.com racconta la loro storia d’amore.

Chiara, ti lascio a Santarcangelo e ti ritrovo dall’altra parte dell’Italia, a Lecce!

“Effettivamente potevo dire che ero stata fortunata ad aver avuto Mirko sempre vicino, non si era mai allontanato molto, ma adesso siamo entrambi pronti per questa nuova e bella avventura! Adesso che ho un periodo di ferie a lavoro, sono maestra in un asilo, l’ho raggiunto in Salento, poi vedremo come si svilupperanno le cose: ma posso già dire che i treni mi aiuteranno, ci sono collegamenti quindi li sfrutterò! Anzi, li sfrutteremo: partirò con il nostro cucciolo, Giasone, un boxer di due anni e mezzo!”.

Stavo infatti per dirti che mi sfuggivano figli…

“No, per i figli vediamo tra un pò! Abbiamo comprato casa a febbraio, ci siamo fatti intanto questo regalo, per il resto diamoci un pochino di tempo!”.

A proposito di regali, mi lanci subito un assist: qual’è il più bello che Mirko ti ha fatto?

“Sicuramente la casa, che come dicevo ci siamo fatti reciprocamente. Dopo un bel pò di ricerche abbiamo trovato quella perfetta…occasione colta al volo! (ridiamo, ndr)”.

Ma adesso si è subito presentata anche l’occasione per trovare una casa a Lecce! Comunque, tornando indietro di un passo, mi sembra di capire che non è un problema il trasferimento di Mirko...

“Assolutamente no, anzi, penso sia stata davvero una grandissima opportunità per la sua carriera, uno tra i momenti più belli quello della chiamata del Lecce. Io poi l’ho conosciuto calciatore, ha sempre giocato, quindi avevo preventivato che avrei potuto viaggiare: per me nessun problema, mi organizzo”.

Gli altri momenti belli della carriera, invece, quali sono stati?

“Uno dei momenti belli lo abbiamo vissuto a Forlì, nella stagione 2013-2014. Dopo diversi anni Mirko era tornato nei campionato professionistici, e quell’anno, nel giugno 2014, i galletti riuscirono a salvarsi nella finale play out contro il Delta Porto Tolle, ai minuti di recupero. Fu una vera liberazione dopo una stagione non semplice ma intensa, emozionante”. 

Negli ultimi anni quindi ti sei abituata alle situazioni in extremis, anche con il Santarcangelo, nonostante il buon campionato dei romagnoli, la salvezza della scorsa stagione arrivò all’ultima giornata…

“Si, le ultime stagioni sono state così, però hai detto bene, il Santarcangelo giocò davvero un gran campionato, hanno fatto bene i ragazzi. E son felice che il tutto si sia concluso bene”.

Ma a te il calcio piace?

“Sono onesta: prima non mi piaceva per nulla, poi piano piano, seguendo le partite di Mirko, mi sono appassionata, e adesso quando posso vado anche in trasferta”.

Io però non ti ho ancora chiesto una cosa fondamentale: come e quando vi siete conosciuti???

“Io e Mirko ci siamo sempre conosciuti, siamo entrambi di Cervia, però ci siamo notati per la prima volta con occhi diversi cinque anni fa, quando eravamo in giro per Milano Marittima, lui con amici e io con sua cugina: ma sul subito non successe niente di che, poi l’anno dopo, a giugno di quattro anni fa, è scoccata la vera scintilla. E per recuperare il tempo, dopo tre mesi siamo andati a convivere!”.

Anche se finora abbiamo parlato di calcio, Mirko non può pensare di essere esente dal “personale”: svelaci pregi e difetti suoi!

“Mirko è una persona molto introversa, il mio esatto opposto, ma per me questo è alla fine un pregio perché apprezzo tanto la sua riservatezza e soprattutto il suo non essere egocentrico: è un ragazzo molto umile che non ama le luci della ribalta, è sempre rimasto con i piedi ben piantati per terra”.

E’ riservato, ma qualche dedica palese in occasione dei gol te l’ha riservata?

“Dediche palesi no, ma quando era a Forlì, in una gara dove segnò al ’94, venne alla rete a esultare e mi baciò. Credo sia stata solo l’enfasi del momento! (ridiamo, ndr)”.

Ma…sai quando è fuorigioco?

“Ho studiato, sono preparata! (ridiamo di nuovo, ndr) E’ fuorigioco quando un calciatore, in fase offensiva, riceve palla trovandosi oltre la linea avversaria”.

Ultima domanda: c’è qualcosa in particolare che vuoi dirgli tramite questa intervista?

“Voglio dirgli che è un’ottima persona oltre che un grandissimo calciatore, lui sa già che io farà sempre il tifo per lui e lo aiuterà a mantenere alta la testa e l’autostima, volere è potete. Ripeto, queste cose le sa, ma voglio dirgliele ancora. Ha tutte le carte in regola per raggiungere gli obiettivi che desidera e merita”. 


Altre notizie
Utilizzo dei Cookie
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.

CHIUDI