Livorno in crisi, ma solo la Viterbese sembra saperlo

di Claudia Marrone
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S. Sottili (Viterbese)
S. Sottili (Viterbese)

Che piaccia o no, il Livorno è in crisi. In casa amaranto si è aperta una falla, probabilmente fisiologica, dopo un lungo percorso che lo aveva portato a dominare in assoluto il Girone A di Serie C: nessuna rivale, i labronici erano più forti di tutti. Un buono stacco dalle posizioni successive, una reazione sempre costante a qualche piccola difficoltà, poi la stessa voglia di vincere, la stessa fame, la stessa cattiveria ma un gioco che non era più quello espresso nella prima e lunga parte del torneo, con l'aggravante di una certa sterilità offensiva che non ha giovato alla squadra di Sottil. Un Livorno che non gioca più da Livorno. E le altre dietro che accorciano, portando a -5 il distacco dalla vetta.

Ma fondamentalmente non sfruttando quello che avrebbero potuto. Robur Siena e Pisa, infatti, non hanno mai dimostrato - almeno finora - la giusta maturità per poter agganciare la capolista, non si sono mai sentite, per fare un esempio efficace, la Cremonese di turno, quella che lo scorso anno vinse il campionato a discapito dell'Alessandria, che, un pò come il Livorno, si vide ridurre e poi annullare il distacco dalle dirette concorrenti, grigiorossi su tutti (sono assolutamente ammessi scongiuri da parte dei tifosi amaranto che stanno leggendo l'articolo). I bianconeri e i nerazzurri, in sostanza, non ha  mai saputo sfruttare in pieno le ghiotte occasioni che si sono loro presentate, e forse più di tutti il problema è stato nella formazione di mister Pazienza: scendendo in campo consapevole del risultato del Livorno, caduto in casa per mano del Pontedera, hanno ottenuto solo un pari in rimonta contro il Prato, soffrendo. E che non si parli di un buon punto conquistato o di opinabili scelte arbitrali.

Da questo scontro a tre, però, senza troppi fronzoli e proclami, ecco spuntare la Viterbese, che alla fine, nonostante la travagliata stagione in panchina (con tre cambi all'attivo, anche se la classifica non ha mai realmente pianto), è riuscita a conquistare un ottimo terzo posto, a -1 dalla Robur e a -6 dalla capolista Livorno, con il Pisa dietro di una lunghezza. Grandi meriti a mister Sottili, che ha saputo far quadrato: inutile dirlo, la squadra c'è e c'è sempre stata, ma il tecnico ha dato quel quid in più che ha permesso ai gialloblù di fare. Sette vittorie e tre pareggi, oltre un quarto di finale di Coppa Italia Serie C: questo significa sfruttare le occasioni...


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